Quegli strani movimenti involontari chiamati tic

I tic sono classificati nel gruppo dei disturbi del movimento che sono costituiti da attività muscolare involontaria e abnorme e sono correlati ad anomalie funzionali o anatomiche del sistema nervoso extrapiramidale.

I disturbi da tic presentano un esordio infantile-adolescenziale, compaiono tra i 3 ed i 5 anni con un picco di insorgenza intorno ai 7-8 anni e comprendono Disturbo di Tourette, Disturbo cronico da Tic motori e vocali, Disturbo transitorio da tic e disturbi da tic non meglio precisati.

Un tic è un movimento, o una vocalizzazione, improvviso, rapido, ricorrente, aritmico e stereotipato. I tic motori e vocali possono essere semplici in cui si ha il coinvolgimento di alcuni muscoli o l’emissione di suoni semplici o complessi in cui si ha il reclutamento di gruppi di muscolari che hanno manifestazione motoria e vocale complessa. I muscoli facciali, del collo e degli arti superiori sono maggiormente interessati. I tic vengono percepiti come irresistibili, ma possono essere inibiti per periodi variabili di tempo. In età evolutiva spesso non ci si rende conto quando i tic si manifestano; in età adolescenziale e adulta molte persone che presentano tic possono avvertire una tensione che cresce o una sensazione fisica in una parte del corpo che precede il tic e una sensazione di sollievo o di riduzione della tensione dopo che si è presentato il tic. I tic spesso si possono presentare in attacchi singoli o multipli; intervallati da periodi liberi che durano da secondi a ore a giorni o mesi. I tic di solito cambiano sia nelle caratteristiche di presentazione che in gravità (frequenza dei tic, forza e gruppi muscolari coinvolti) nel corso delle ore o di un giorno o dei mesi. La frequenza di presentazione può essere diversificata nei diversi momenti della giornata: generalmente diminuiscono o si fermano durante il sonno; sono più frequenti quando una persona si rilassa in privato (per es., guardando la televisione) e diminuiscono quando il soggetto è impegnato in una attività (per es., leggere o cucire). I tic possono aggravarsi in termini di frequenza e complessità nei periodi di elevato stress. I tic si possono associare ad altri disturbi del comportamento: sindrome ossessivo-compulsiva, deficit dell’attenzione ed iperattività, disturbo della condotta, disturbo del tono dell’umore, disturbi del linguaggio e del sonno. Possono essere anche secondari all’assunzione o sospensione di specifiche terapie farmacologiche.

Per la terapia è necessario individuare precisamente la presenza di eventuali fattori e/o patologie responsabili e valutare il grado di invalidità e condizionamento della qualità della vita di chi ne è affetto. Pertanto bisogna effettuare un’accurata anamnesi ed esame obiettivo neurologico per inquadrare al meglio la tipologia dei tic. Qualora si rendesse necessario l’intervento terapeutico può essere di tipo farmacologico e/o psicoterapico.• 

a cura dott.ssa Mariangela Pinci
Neuropsichiatria Infantile