La tecnologia oggi permea ogni aspetto della nostra vita, incluso l'accudimento dei figli, fin dalla nascita.
A volte non ci pensiamo e facciamo scrolling con lo smartphone anche mentre allattiamo i nostri bambini, come se fosse un momento vuoto da riempire. E quante volte al ristorante ci lasciamo distrarre dal cellulare? E i nostri figli? Lasciamo che vengano assorbiti da tablet e videogiochi mentre il mondo reale passa in secondo piano. Questo nostro modo di fare modifica la nostra genitorialità, che dovrebbe invece essere più consapevole, relazionale e pro-attiva.

Questo contenuto? È Certificato!
Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.
Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!
Come influisce la tecnologia sulla genitorialità?
Come adulti, nonostante sentiamo il bisogno di rallentare, detestiamo i tempi morti. Viviamo in una società che non ci permette di respirare, osservare e dedicare tempo a ciò che conta davvero. Già nel 2022 le statistiche dicono che noi genitori attiviamo lo schermo dello smartphone in media 80 volte al giorno. Spesso trascinando i nostri figli nella rete a suon di fotografie, telemedicina con professionisti, videochiamate ai parenti, scroll durante le poppate, ecc… ad esempio, durante lo svezzamento i bambini vengono imboccati mentre il loro cervello è ipnotizzato da immagini di canzoncine o cartoni. Molti affermano che altrimenti non mangerebbero. Tuttavia, dobbiamo sforzarci di superare questa mentalità e cercare alternative che non danneggino lo sviluppo neuro-cognitivo dei figli.
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Quali sono i rischi dell'esposizione precoce agli schermi?
La scienza ci avverte con chiarezza:
- crea dipendenza come una droga, infatti accade che i bambini, anche molto piccoli, abbiano delle crisi di astinenza quando gli si sottrae il dispositivo digitale,
- inibisce lo sviluppo della creatività,
- compromette la capacità di risolvere problemi,
- non permette lo sviluppo delle competenze relazionali,
- causa danni alla vista, anche irreversibili, in particolar modo alla retina,
- aumenta il rischio di obesità,
- disturba il sonno e l'umore.
Se è vero che nessun genitore vuole danneggiare la salute dei propri figli, è ora di cambiare radicalmente atteggiamento educativo.
Quando è sicuro introdurre l’uso della tecnologia ai bambini?
Gli esperti consigliano di introdurre i dispositivi digitali solo dai 20 mesi in su (prima si rischia di compromettere lo sviluppo del cervello), e solo per 15 minuti al giorno con contenuti educativi con la supervisione del genitore. Più crescono, più il tempo di esposizione può essere aumentato, con il limite massimo di 1 ora al giorno, fino ad arrivare a 6-10 anni a 2 ore complessive.
Si può educare senza tecnologia?
Sì, è soprattutto, necessario. Tutte le tappe dell’accudimento genitoriale, hanno come mezzo e obiettivo la costruzione, la salvaguardia e l’evoluzione della relazione coi figli. Educare senza dispositivi digitali, specialmente nei primi due anni di vita, favorisce uno sviluppo sano e una relazione forte e fiduciosa tra genitori e figli.
Dedica tempo ai tuoi bambini, gioca con loro, parla e ascolta attentamente. Questo non solo li aiuterà a crescere in modo equilibrato, ma rafforzerà anche il tuo ruolo di genitore come punto di riferimento stabile e autorevole. Se vuoi approfondire il viaggio sulla genitorialità, può esserti utile leggere questo libro: Per crescere un bambino ci vuole un villaggio
Cosa possiamo fare per cambiare?
So bene quanto i genitori di oggi siano stanchi e stressati, ma investire tempo nel dialogare coi figli e ascoltarli col cuore disposto a sorprendersi di quello che hanno da insegnarci, sono strumenti di grande crescita per il nostro istinto genitoriale e per loro.
Se un figlio non mangia è perché non vive l’esperienza di assaggiare, toccare, annusare, scoprire colori e sapori nuovi e quindi cibi, che favoriscono l’interesse e l’insorgere del suo appetito. Coinvolgiamolo nel gioco della preparazione… e che ci osservino mangiare cose nuove, colorate, con gusto ma soprattutto, con lo smarphone spento!
Se un bambino fatica a stare fermo o in silenzio quando deve, ci sta chiedendo “presenza”: forse sta vivendo uno stato emotivo che lo mette in difficoltà… troviamo il tempo per ritagliare, impastare, dialogare con lui: imparerà a rimanere più concentrato e a mettere in gioco la sua fantasia. Provare per credere!

ROSARIA DI PUORTO
ostetrica e docente presso l’Università di Modena e Reggio Emilia
CONTATTI instagram: @genitori_a_mano_a_mano
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