Figli autistici e vita digitale: come stanno insieme? Ecco qualche consiglio utile

Quando l’autismo incontra il mondo del digitale, i rischi sono molto alti, e solo con un intervento maturo e consapevole dei genitori, si possono trarre dei benefici.

Fin dai primi tempi, nella vita di un bambino autistico i digital device rappresentano un’attrazione fatale che spesso viene proposta (ma, siamo onesti, ciò accade non solo ai figli autistici!) in modo ingenuo da parte di genitori, nonni e così via.

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Come approccia il bambino autistico al digitale?

Il bambino autistico, manifesta fin da subito una predilezione quasi ossessiva per certi giochi o video, che riproduce in modo frenetico e senza soluzione di continuità.

Ciò è espressione, senz’altro, del bisogno di prevedibilità che tutti i bambini autistici sviluppano fin da subito e che trova il suo appagamento nel ripetere rituali, frasi e, perché no, anche giochi e video su tablet e cellulari. Cosa può esserci di più rilassante per uno dei nostri bambini che visualizzare continuamente lo stesso frame o ascoltare il medesimo jingle? Ovviamente, ogni genitore che lascia il proprio figlio davanti ad un device, farà subire proprio al figlio le conseguenze negative della propria scelta, che saranno acuite nel caso di bambini con diagnosi di autismo.

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Quali sono le conseguenze negative?

Sicuramente i nostri figli saranno più aggressivi e nervosi nel momento in cui lo strumento verrà loro tolto e, in alcuni casi, cercheranno di sottrarci il device… quante volte mi è capitato di assistere a veri propri furti? Piccoli Arsenio Lupin in grado di sfilare il cellulare di tasca o dalla borsa, senza che nessuno se ne accorgesse! Questa situazione è certamente evitabile dando delle regole per l’uso, a maggior ragione se i bambini utilizzano il cellulare dei genitori.

Puoi approfondire leggendo: Figli autistici e web: come proteggerli dai pericoli del digitale?

E le risorse individuabili?

Il digitale fornisce ai nostri bambini autistici, nel caso in cui non abbiano sviluppato un linguaggio, un concreto strumento grazie ad apposite app, per comunicare con il mondo i propri bisogni o desideri, tanto da essere un presidio fornito dall’azienda sanitaria e che accompagna il bambino o ragazzo in ogni suo spostamento.

E un figlio autistico può avere il proprio smartphone?

Un momento importante nel rapporto tra autismo e digital è l’acquisto di un device personale.

Questa situazione mi tocca da vicino, perché mio figlio, all’ultimo compleanno ha espresso il desiderio di avere il suo cellulare. All’epoca, aveva iniziato le scuole medie e tutti i suoi compagni lo avevano.

Tuttavia, l’idea mi spaventava… temevo che nella chat di classe potesse essere bullizzato senza neanche rendersene conto. Ne parlai con la sua analista del comportamento, la quale mi fece notare qualcosa di molto importante: se non glielo avessi preso, avrei accentuato la distanza dai suoi compagni e acceso un bel riflettore sulla sua diversità (cosa di cui, vi assicuro, non c’è bisogno!).

Giulio ebbe così il suo primo cellulare e il numero di telefono.

Vi confesso che, da genitore, è tenerissimo vederlo rispondere ai suoi amici con cui si scambia qualche whatsapp, perché regolarmente mi chiede: “cosa devo rispondere? Cosa posso scrivere?”

Quando riceve qualche risposta manifesta una gioia e un’emozione che, credo, nessun altro possa provare, certamente non davanti ad uno schermo! Proprio quello schermo e la distanza tra lui e l’interlocutore, gli semplifica la comunicazione, perché al cellulare nessuno vede se lo guardi negli occhi, nessuno ti mette fretta… hai tutto il tempo di pensare, con i tuoi tempi, una risposta che ti soddisfi.

È ovvio che questa è la mia esperienza personale e che ogni figlio autistico è unico a modo suo, per cui scelte di questo tipo vanno fatte con l’aiuto dello specialista che lo segue. Ma se volessimo trarre una conclusione comune posso dire che, come ogni strumento (e per tutti, non solo per i soggetti autistici) non deve preoccupare il device in sé, ma l’uso che se ne fa.

Questo uso, soprattutto per i soggetti più a rischio, deve essere costantemente monitorato dai genitori, anche correndo il rischio, alcune volte, di sembrare impiccioni.

 Se vuoi proseguire, può esserti utile leggere: Aspirazioni e inclusione dei nostri figli… anche se autistici

FRANCESCA DELMONTE
presidente "Comitato Autismo 365"

CONTATTI web: autismo365.it

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