Che significato hanno i regali per i nostri bambini?

"Caro Babbo Natale…" Questa sarà la frase più scritta dai bambini, per mano loro o attraverso quella dei genitori, in questo periodo dell’anno.

Solo in pochi, infatti, rinunceranno alla “famosa letterina” con la quale chiedere al “nonnino con la barba bianca” di realizzare i propri desideri attraverso la consegna dei più disparati oggetti… i regali.  

Il Natale è il tempo d’eccellenza per la richiesta di regali, anzi ne è diventato sempre più sinonimo. Oggi i bambini chiedono quotidianamente regali e nuovi giochi creando spesso confusione, negli adulti, se sia per loro un desiderio momentaneo o un bisogno reale.

Che significato hanno allora i regali?

I genitori e in generale gli adulti di riferimento, proprio attraverso il Natale, potrebbero ridare valore ad esso, considerandolo e utilizzandolo come momento giusto per recuperare e insegnare ai bambini “la gioia dell’attesa” ma anche il senso più autentico del dono, che nel tempo ha assunto un aspetto più superficiale e consumistico.

La confusione sul senso del gesto deriva però anche da una confusione di termini: spesso utilizziamo come sinonimi i termini “regalo” e “dono”, commettendo un errore.

Il termine “regalo” (“rex” e “gala” e “regalia”) rimanda a un significato molto sociale dello “scambio”, dove cioè qualcuno fa qualche cosa in cambio di altri interessiIl “dono”, al contrario, è un investimento sull’altro, è portatore di un messaggio di attenzione all'altro, implica gratuità del dare e piacere di dimostrare l’affetto e il significato che questo altro ha per noi, parlando contemporaneamente anche di noi stessi e dei sentimenti che proviamo per la persona cui è rivolto. I regali che facciamo ai bambini a Natale o in occasioni particolari rappresentano, da questa prospettiva, un modo di dire loro che siamo felici della loro esistenza.  Non sono, quindi, né dei surrogati per quantificare l’affetto e l’amore verso di loro, né tanto meno dei premi o delle “ricompense” per successi scolastici, sportivi o di altra natura.

Tuttavia, anche se i bambini sono piccoli è importante saper spiegare che non si può comprare tutto quello che si vuole e, certamente, è importante che i genitori prendano consapevolezza che voler bene al proprio bambino vuol dire anche dire di no alle sue continue richieste di oggetti.

Se il bambino desidera un regalo, se ne può prendere memoria e comprarlo alla prima occasione importante, posticipando così la realizzazione di un desiderio, abituandolo a una leggera frustrazione, a non introiettare il “tutto e subito” che in futuro potrebbe generare conseguenze psicologiche.

Si può provare a stabilire una scala di priorità all'interno della lista di regali che i bambini vorrebbero ricevere, in base ai desideri dei figli e ai propri principi educativi.

Motivate le scelte ai bambini, in modo che comprendano il valore delle vostre decisioni.

Si possono aiutare i bambini a riscoprire il valore della semplicità e la sostanza delle cose fatte a mano che consentono di soddisfare, oltre alla dimensione ludica, quella formativa, stimolando la manualità e la creatività e soprattutto la dimensione affettiva che si manifesta nella condivisione del gioco e del tempo con i genitori.

Si può provare ad accompagnare e a sostituire il classico “oggetto regalo” con il dono di una “vera esperienza”. Inizialmente, il bambino, farà fatica ad accettare e comprendere il senso di questo dono ma la possibilità di condividere e trascorrere del tempo con la propria famiglia lo aiuterà ad apprezzarlo, probabilmente più di un oggetto. Così, si avrà la possibilità di insegnare ai bambini di non attendere solo regali materiali bensì di conservare e apprezzare ricordi ed esperienze. 

Pur non “demonizzando”, insomma, i doni o i regali, che dir si voglia, se proprio non si può rinunciare a uno specifico giocattolo o all’ultimo modello di un qualsiasi strumento offerto dalle nuove tecnologie, si può provare a utilizzare l’immagine del “bambino nato nella mangiatoia” come metafora per spiegare ai propri figli che non tutte le famiglie hanno le stesse possibilità economiche e che il concetto di povertà è da intendersi come mancanza di denaro ma non di affetto e amore. Incoraggiare, cioè, l’empatia per tutti quei bambini che non hanno i mezzi per ricevere la visita del “caro Babbo Natale” e contemporaneamente insegnare che, esattamente come loro, ricevono “Il” Dono del Natale!

ILARIA ZAMBONI
counselor relazionale, presidente dell’Associazione Bambini e Genitori, mamma di Chiara e Francesco

Contatti: tel. 328.42.62.209
ilaria.zamboni@libero.it


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