Lo Human Papilloma Virus (HPV) è un virus epiteliotropo a DNA, la cui replicazione avviene nelle cellule della epidermide. Sono stati identificati oltre 120 tipi di HPV, mentre alcune tipologie interessano prevalentemente la cute, altre colpiscono l'epitelio delle vie genitali.
In particolare circa 35 tipi sono responsabili di infezione del tratto anogenitale, potendo provocare sia lesioni benigne, quali i condilomi, sia patologie maligne, come il cancro (carcinoma) della cervice uterina.
Gli HPV vengono infatti suddivisi in HPV ad alto rischio (come il 16 e il 18) e HPV a basso rischio (come il 6 e 11) di progressione verso lesioni maligne. La storia naturale dell'infezione virale è fortemente condizionata dall'equilibrio che s'instaura tra ospite e agente infettante.
Nella maggior parte dei casi il virus viene eliminato dalla risposta immunitaria dell'individuo, prima di sviluppare un effetto patogeno; in altri casi può restare latente o andare incontro a replicazione provocando una lesione a livello genitale.
Se tale lesione non regredisce spontaneamente, può manifestarsi attraverso varie forme cliniche:
• forme clinicamente evidenti e diagnosticabili a occhio nudo, quali i condilomi acuminati;
• forme subcliniche, quali i condilomi piatti e le displasie, diagnosticabili mediante indagine citologica (pap test) e/o colposcopica;
• forme latenti, ove non vi è alcuna manifestazione clinica ed il virus è rilevabile solo attraverso indagini di biologia molecolare (HPV test).
L'incidenza delle infezioni da HPV è molto alta nelle giovani donne con un picco di età compresa fra 19 e 25 anni. Si ritiene che il virus si trasmetta in giovane età con i primi rapporti sessuali, il periodo medio d'incubazione è di circa 3 mesi, e nella maggior parte dei casi (80-90%) guarisca spontaneamente con la scomparsa del virus entro 12-24 mesi.
Nel 10% dei casi vi è persistenza del virus all'interno del genoma cellulare, con aumento del rischio di progressione verso la neoplasia (tumore) nell'arco di 10-15 anni.
La diagnosi delle lesioni condilomatose vulvovaginali viene posta facilmente con l'ispezione ad occhio nudo, ed eventualmente con colposcopio. A livello vulvare si manifestano come forme floride, singole o confluenti, a volte molto voluminose, oppure come forme papulari di dimensioni più piccole, spesso multifocali.
Le lesioni della cervice uterina invece richiedono accertamenti diagnostici più approfonditi, quali il pap test e la colposcopia, con eventuale biopsia, per localizzare e caratterizzare la lesione, e definirne il grado. Attualmente si ritiene utile l'affiancamento dell'HPV test al tradizionale pap test nel procedimento diagnostico delle displasie cervicali (SIL).
Le possibilità terapeutiche prevedono la distruzione fisica (vaporizzazione o escissione laser, o a radiofrequenza, escissione chirurgica a lama fredda) o chimica (imiquimod crema, podofillina, acido tricloroacetico) delle lesioni clinicamente evidenti. Il successo terapeutico è legato all'esperienza dell'operatore, ma anche all'estensione della lesione, alla sede e allo stato immunitario della paziente.
Negli ultimi anni si sta facendo prevenzione primaria dell'infezione da HPV, e quindi del carcinoma della cervice uterina, attraverso un programma di vaccinazione. Sono stati commercializzati, infatti, due vaccini preventivi; uno è quadrivalente, attivo verso HPV 16, 18, 6 e 11 (Gardasil), il secondo è bivalente, attivo verso HPV 16 e 18 (Cervarix). Con tali vaccini è possibile oggi ottenere un'efficace prevenzione primaria del cervicocarcinoma e degli altri tumori HPV-correlati, intervenendo all'origine sull'infezione virale. Possono essere vaccinate le ragazze in un'età compresa tra i 9 e i 26 anni, preferibilmente prima dell'inizio dei rapporti sessuali o comunque prima di un eventuale contagio con il virus.
Attualmente in Italia viene fornita gratuitamente la vaccinazione a tutte le bambine nel corso del 12° anno di vita. A livello internazionale si sta valutando la possibilità di estendere la vaccinazione anche ai soggetti di sesso maschile. •
a cura dott.ssa Claudia Filidi
ginecologo