Sara una ragazza, ora sedicenne, all’età di dieci anni in seguito alla morte di sua nonna con la quale viveva quasi tutti i giorni, iniziò ad avere crisi di ansia senza causa apparente, il rendimento scolastico cominciava a diminuire,
la mattina si svegliava già stanca e spesso entrava in una situazione di assenza mentale. Fu sottoposta a visite specialistiche, esami, le somministrarono farmaci di ogni genere ma i benefici furono esigui. Un giorno in studio mentre ascoltavo sua madre, lei mi chiese un foglio e cominciò a disegnare... il suo disegno m’illuminò: era un gattino che al collo aveva un fiocco rosa. Mentre consigliavo alla madre di adottare un gatto, Sara sembrò rianimata, gli occhi fuori dalle orbite mentre faceva cenni di assenso con la testa.
Rividi Sara dopo qualche tempo per un controllo: i problemi precedenti erano spariti. In casa lei si occupava completamente del gatto e con molta responsabilità. Era più sicura di se stessa, dormiva tranquilla ed era più felice.
Il rapporto emozionale con il gattino aveva fatto la sua “magia” con la bambina… ma anche i genitori erano più tranquilli e rilassati: “Pet Therapy” per tutta la famiglia! La Pet Therapy integra e rafforza le tradizionali cure mediche e può essere impiegata su persone o bambini affetti da differenti patologie al fine di migliorare l’aspetto comportamentale, fisico, cognitivo e psicologico-emotivo.
Sappiamo tutti come la situazione della famiglia è sempre più precaria nel rapporto tra suoi membri. Tali difficoltà sono il più delle volte causate da esigenze lavorative o da una scarsa qualità del rapporto coniugale che si può realizzare per i più svariati motivi. Una tale situazione comporta inevitabilmente uno stato di disagio dei figli più o meno marcato. Inoltre la “diminuzione del tempo libero” dovuto alla nostra fretta, al voler o dover fare ogni cosa senza mai fermarsi, senza mai essere nel “qui ed ora”, ci porta ad avere sempre meno contatti di “qualità” con i nostri figli che sempre più spesso si ritrovano soli, davanti alla TV o a giocare al computer o al cellulare.
I sensi di colpa che ne conseguono ci portano a cercare di dare loro di tutto e di più con la vana quanto sbagliata idea di sopperire in qualche modo alle nostre vere mancanze.
In questo modo i bambini sono sempre più portati a mangiare grandi quantità di dolci, hanno innumerevoli giochi della cui presenza neppure si accorgono e sono sempre più soli, tristi, aggressivi, non dormono la notte, hanno paura e spesso vengono etichettati come affetti da malattie psichiche.
Cosa dobbiamo fare allora per questi bambini? Loro vogliono solo essere amati, rispettati ed ascoltati. Non basta essere presenti e far finta di giocare o fare i compiti con loro, mentre nella testa corrono pensieri di quello che dobbiamo fare dopo: i nostri pensieri saranno anche “silenziosi” ma le loro vibrazioni si diffondono nell’ambiente e vengono raccolti dall’inconscio dei bambini che reagiranno attivando le più diverse emozioni negative che esprimono il loro profondo disagio.
Ecco quindi il grande supporto che la presenza di un animale domestico può dare. Aiuta il bambino a ritrovare la bellezza degli affetti semplici e istintivi; attraverso le dolci e delicate attenzioni di cui può essere fatto oggetto, il nuovo “amico” è quindi in grado di far riprovare l’emozione della carezza, della coccola tanto desiderata ma ben poco ricevuta. Il bambino si sente accolto dall’animale, amato e considerato come avrebbe voluto esserlo lui dai suoi genitori. Di certo non sarà la stessa cosa, ma aiuterà tanto.
La presenza di un animale nella vita quotidiana permette, in molti casi, il realizzarsi di un rapporto emotivo di armonia tra questi e la persona che lo accudisce, grande o piccola che sia. Tale circostanza, molto spesso, può portare alla risoluzione di situazioni di ansia, aggressività, paure, depressione, senza la necessità di ricorrere al farmaco chimico o naturale che sia. Questo perché il tipo di profondo rapporto emozionale che s’instaura è in grado di contribuire in modo significativo alla cura e alla guarigione del conflitto profondo e spesso inconscio che è alla base della malattia psico-fisica degli esseri umani.
a cura dott.ssa Carmela Travaglini
medico chirurgo, specialista in Pediatria, Agopuntura, Omotossicologia, Kinesiologia