Siamo capaci noi genitori di riconoscere e rispettare i talenti propri dei nostri figli? Quando un figlio nasce e cresce è molto difficile essere consapevoli di quello che è nostro (aspettative, speranze, sogni, desideri, proiezioni) e quello che invece è suo e che è rappresentato dal suo bagaglio personale, fatto delle sue reali inclinazioni e dai suoi talenti autentici.
Il più grande regalo che possiamo fare ai nostri figli è accompagnarli, per dirla con Jung, padre della psicoterapia analitica, alla scoperta del loro Sé più autentico. Cosa significa questo? Significa che per conoscere davvero un figlio, è necessario partire dal rispetto della sua individualità.
Quante volte, per lo più inconsciamente, spingiamo i nostri figli verso attività, verso sport, giochi scelti da noi e quindi ritenuti adeguati, idonei per lui piuttosto che lasciarlo scegliere? Il lasciarlo sceglierenon sempre è semplice perché richiede il rispetto dei suoi tempi, capacità di ascolto e osservazione.
Lasciare libero un bambino di essere non significa non dare regole che sono, invece, fondamentali per una crescita sana.
E’ importante ricordarsi che queste funzionano quando sono poche, chiare, rivolte al positivo(ad esempio, è più utile dire “usiamo parole gentili” piuttosto che “non usare queste brutte parole”) e soprattutto è importante che siano condivise tra i due genitori. Significa instaurare con lui una comunicazione efficaceche lo accompagnerà anche allo sviluppo di empatia (riuscire a mettersi nei panni degli altri senza confondersi) attraverso l’ascolto dei suoi racconti, attraverso il sostegno nel riconoscere le emozioni che prova, senza giudicare (ad esempio dirgli che arrabbiarsi è sbagliato!).
Spesso, presi da tutti gli impegni che scandiscono il nostro quotidiano, dimentichiamo due elementi molto importanti nel rapporto con i nostri figli: l’ascolto attivo e l’utilizzo dello sguardo, per questo è sempre utile farsi raccontare le cose solo quando davvero abbiamo il tempo per fermarci, fare domande, incentivare la riflessione, stimolare il pensiero critico.
Lo sguardo è fondamentale, sin dalla nascita: restituisce al bambino un contenimento, gli restituisce spessore e una forma psichica fondamentale ponendo le basi per quella individualità che gli consentirà davvero di realizzare sé stesso nel modo più autentico possibile.
di Miriam Baraccani, psicologa e psicoterapeuta
Giorgia Mignani, dottoressa in psicologia e arteterapeuta
Rossana Ventura, neuropsichiatra infantile
Alessandra Villa, educatrice ed arteterapeuta
Erica Gelsi, logopedista
Contatti: tel. 349.685.60.45 - spazionostos@gmail.com
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