Il Natale e il significato dell’attesa

La festività del Natale viene da sempre definita come “la festa dei bambini” in virtù del sentimento gioioso che in essi suscita e del giusto stato d’animo che anche gli adulti dovrebbero manifestare.

Nella pedagogia steineriana essa rappresenta uno dei momenti più importanti del corso dell’anno e dei suoi motivi stagionali, perché ricorda la venuta della Luce sulla Terra come simbolo della coscienza che ogni individuo dovrebbe sviluppare e che il bambino matura pian piano nel corso delle sue tappe evolutive. 

Proprio per tale ragione i festeggiamenti iniziano la prima domenica d’Avvento e proseguono fino al giorno dell’Epifania secondo una strutturazione ben precisa che anima nel fanciullo e nella famiglia o nella scuola quell’atmosfera di magia simile al brillio delle stelle in cielo. I giorni che precedono il 25 dicembre sono importanti quanto il Natale stesso perché mediante l’attesa e la preparazione il bambino sperimenta il cammino necessario per poter giungere a qualcosa di importante e di gioioso: l’apertura delle caselline del calendario dell’Avvento, fatta ogni mattina e con la giusta calma, viene attesa quasi con impazienza in quanto ogni giorno, la strada verso la Luce nella capanna, porta un piccolo dono. 

La prima domenica delle quattro settimane che precedono il Natale può essere organizzata una piccola cerimonia d’apertura nota come “Spirale dell’Avvento”: gli adulti costruiscono a terra una grande spirale con rami d’abete e ogni bambino, mentre si cantano insieme i canti natalizi, percorre tale figura con una candela spenta in mano e posizionata dentro una bella mela rossa, essa verrà accesa dalla candela grande posta al centro e decorata con dei cristalli, poi, nel percorso inverso, il bambino depone la candelina accesa tra i rami e uscendo lascia spazio a un altro compagno. L’effetto finale è veramente molto suggestivo e lascia negli occhi e nel cuore dei fanciulli un’impressione così viva che difficilmente dimenticheranno.

Il festeggiamento prosegue con l’accensione di una candela blu sulla corona dell’Avvento costruita sempre con rami intrecciati di sempreverdi, e di seguito, nelle settimane successive, verranno aggiunte quella rossa, bianca e viola; tali colori rappresentano le quattro tonalità della veste degli angeli che annunciano la nascita della Luce portando messaggi d’amore e di pace; il tutto può essere accompagnato dalla lettura o dal racconto di fiabe adatte a questo periodo dell’anno.

Anche la preparazione del Presepe ha la sua particolarità ed è sempre in relazione con il tempo d’attesa; tenendo conto dell’ordine di formazione dei quattro regni della natura, la prima domenica d’Avvento si posizionano su un manto verde solo gli elementi del regno minerale ossia piccoli cristalli e minerali veri e propri, la seconda si aggiungerà il mondo vegetale (muschio, fiorellini, rametti), la terza il regno animale con pecorelle fatte in lana cardata e infine l’ultima i personaggi della Natività.

Festeggiare il Natale in questo modo dona all’evento in sé una grande sacralità e un grande rispetto che porta a una reale partecipazione interiore anche da parte dell’adulto: attraverso la creazione di piccoli momenti speciali si coltiva nei bambini la capacità dell’attesa, dell’ascolto, dello stupore e della meraviglia di fronte ai grandi misteri del mondo.

Sara Innocenti
insegnante specializzata in pedagogia steineriana


TI È PIACIUTO L'ARTICOLO?
Lascia un ✨ MI PIACE ✨ alla nostra pagina Facebook e Instagram e unisciti alla Comunità di Bambini e Genitori ‼️

👇 CONDIVIDI QUESTO CONTENUTO USANDO I PULSANTI QUI SOTTO