Hai urlato ai tuoi figli e ora ti senti in colpa? 3 strategie pratiche per ritrovare la calma

Non hai tempo di leggere? Ascolta!

Scopri cosa succede quando perdi la calma, come riparare la relazione e strategie pratiche per urlare meno senza sentirti un cattivo genitore.

Se ti è successo di urlare ai figli a fine giornata, quando sei stanco e sopraffatto, sappi che non sei solo. Quel momento in cui perdi la calma può sembrare un fallimento totale, ma non definisce il tuo valore come genitore. In questo articolo vediamo:

  • Perché urliamo
  • Cosa succede nel cervello quando perdiamo il controllo
  • Cosa fare subito dopo aver urlato
  • Strategie concrete per urlare meno nel tempo

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

 Oh mamma, ho urlato. E adesso?

Quello è IL momento. L’apocalisse genitoriale. Il Punto di non ritorno. La prova tangibile di quanto sospettavi segretamente da tempo: c’è qualcosa che non va in te.

Rivedi nonstop tutta la scena: è fine giornata. Hai ancora la mail della tua responsabile in testa.
La cucina è un campo di battaglia. Lui corre nudo per casa e ride.

Il tuo corpo è già in stato di allerta da ore…settimane. Probabilmente anni.

Tuo figlio con i suoi no, quel mezzo sorrisetto sfidante e tu, che nel giro di mezzo secondo sei passato dal tenere un tono pacato e contare fino a 797, a dirgli di tutto senza filtri.

Eppure lo sai: urlare “non va bene”

È questo pensiero che ti fa più male, che nutre le tue angosce e ora ti tiene sveglio e inquieto, mentre cerchi di non pensare a quanto male possa aver fatto nello sviluppo futuro della tua prole.

Ti fermo qui.

Perché a mio avviso, questa è la controindicazione dei tanti utilissimi contenuti divulgativi sulla genitorialità consapevole: ti fanno entrare nel “loop”.

  • impari nuovi approcci
  • ti riprometti di metterli in pratica
  • ci provi, a volte funziona, altre volte non ci riesci e urli
  • ti senti profondamente in colpa
  • ti impegni di più, ci ricadi e il ciclo ricomincia.

Ci convinciamo che, una volta imparata la teoria, basta impegnarsi di più per metterla in pratica.

Questa è una pericolosa trappola mentale.

Il problema non è la mancanza di volontà.

Spesso urli perché il tuo sistema nervoso è sovraccarico, non perché non ti impegni abbastanza.

Non sei un cattivo genitore.

Sei un genitore umano, con un cervello umano, e delle reazioni automatiche di fronte ad eventi percepiti come stressanti.

Le riviste etiche da leggere e ascoltare

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Cosa succede nel cervello quando perdi la calma

Stavi già sognando il divano e un puro momento di escaping davanti a una serie TV.
La giornata è stata lunga e piena di imprevisti.

Invece… Hai già ripetuto “per favore, vai a metterti il pigiama” almeno 17 volte, senza successo.

Quando dai l’ultimatum e tuo figlio ti risponde che non ci pensa nemmeno, il tuo cervello lo percepisce come un potenziale pericolo - un ostacolo al tuo bisogno di riposo.

Questo, perché partivi già in affanno.

Quando sei sotto stress, si attiva il tuo pilota automatico. Il tuo cervello in altre parole si dimentica temporaneamente di tutti i buoni propositi e passa ai meccanismi appresi nei decenni di vita precedenti. Ed ecco l’urlo.

Sai qual è la trappola?

Più ti senti “sbagliato”, più aumentano la pressione, lo stress e le chance di crollare.

Ora, faccio un passo indietro. Il senso di colpa, di per sé, è un segnale utile quando non ci restiamo incastrati dentro - ci indica che c’è una discrepanza tra le nostre azioni e il nostro sistema di valori. La soluzione non è “liberati dai sensi di colpa una buona volta e non se ne parla più!”, ma prenderti lo spazio per capire cosa puoi fare di diverso la volta successiva.

Hai urlato? Ecco cosa fare subito dopo

Prendi il tempo che serve per calmarti, e poi vai dai tuoi figli e chiedi scusa.
Chiedere scusa non significa dire “Scusa, però se tu mi ascoltassi, a me non verrebbe da urlare!” O prostrarsi davanti ai figli facendo lunghi discorsi.

Significa chiarire la tua parte nella rottura: “quando ho visto che correvi e ti rifiutavi di andare a mettere il pigiama, ho perso la calma e ho urlato. Ti chiedo scusa, non avrei dovuto.”

La parte più difficile viene adesso.

Impara a perdonarti e a prendere quell’urlo come il segnale di un “troppo” nel tuo sistema nervoso, anziché come il segnale di una tua presunta mancanza.

Questo ti permetterà di evitare due reazioni opposte ma ugualmente problematiche:

  1. Catalogare il tuo “urlo” come momento da dimenticare perché ti causa vergogna
  2. Rimuginarci su in modo ossessivo per ore o giorni, in un loop infinito.

Come urlare meno ai figli: strategie concrete

Ecco un piano B pratico quando senti salire la tensione:

  • Esci 30 secondi dalla stanza.
  • Ripeti un mantra “Sto perdendo la calma. Ho bisogno di un minuto”
  • Stabilisci routine chiare
  • Riduci le richieste quando ti senti scarico

È il ripetersi di questo momento di riflessione che ti aiuterà, nel tempo, a ripartire con fiducia e urlare meno.

Urlare meno non è una promessa. È un processo.

Non si tratta di non urlare mai più (impossibile).

Si tratta di ridurre frequenza e intensità delle tue urla, di riparare meglio il rapporto quando succede, e di allenare il sistema nervoso nel tempo in modo che pian piano, si rinforzi un automatismo nuovo:

  • ti fermi,
  • respiri
  • riparti con compassione - verso te stesso e verso i tuoi figli

Un ultimo consiglio per il tuo educare

Dai un’occhiata anche agli altri articoli che ho realizzato per “bambini e genitori”: nel blog e nelle riviste etiche trovi centinaia di contenuti autorevoli della nostra Comunità Educante, strumenti concreti e riflessioni pratiche per gestire al meglio la relazione genitori-figli, come questo: Costruire un lieto fine dopo la separazione dei genitori è possibile? Tre chiavi per coltivare l’amore per i figli

CLIO FRANCONI
consulente genitoriale, facilitatrice certificata in Disciplina Positiva

CONTATTI web: parent-smileandgrow.com

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