Quell’incontenibile bisogno di…

Stavo preparando l’esame di maturità quando mi accorsi che quasi quotidianamente un fortissimo bisogno di “dolci” mi assaliva… Spesso erano i “biscotti” a soddisfare quell’impulso.

Poi saltavo la cena per lenire il senso di colpa.

Quando, anni dopo, riconobbi che la mia relazione con il cibo era faticosa, difficile, a tratti sofferta, chiesi aiuto e da lì iniziai un percorso che non si è mai interrotto fino ad oggi.

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Noi siamo ciò che mangiamo

Noi siamo ciò che mangiamo e questo non è un modo di dire… ripeto spesso durante i miei seminari, …ma soprattutto, noi non ci nutriamo di solo cibo e spesso nel cibo non cerchiamo un nutrimento per il solo corpo.

Se ti interessa puoi leggere https://alimentiesalute.emilia-romagna.it/ministero-della-salute-principi-per-una-sana-alimentazione/

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Quel bisogno di...

Per chi ha già avuto modo di leggere il libro che ho scritto insieme alla dott.ssa Franca Errani: “Il Cibo come via, gli Archetipi come guida” (disponibile su Amazon), oppure ha già frequentato il mio corso “sf-AMIAMOCI”, pensare a noi come ad un insieme di 4 diverse dimensioni che si intersecano e si completano a vicenda, non è un argomento nuovo. Sebbene siamo soliti pensare che ci si sieda a tavola solo per saziare il nostro senso di fame, soprattutto in questa parte del mondo, mangiare è molto più di questo, anzi… in verità difficilmente mangiamo per saziarci: è molto più facile riempire lo stomaco perché siamo alla ricerca di qualcosa e sentiamo “quel bisogno di…”.

Fin da piccolissimi mangiare è una forma di ricompensa o di consolazione.

Quando qualcosa non è andato bene durante la giornata, ci mangiamo una pizza… quando siamo felici, festeggiamo con un gelato… e giorno dopo giorno, confondiamo il mangiare con la gratificazione e perdiamo di vista la molteplicità di aspetti che il cibo racchiude.

Ognuno di noi ha 4 dimensioni: fisica, mentale, emozionale e spirituale in senso laico. Per essere in equilibrio e in salute tutte sono ugualmente importanti e nessuna prevale sulle altre. Saper ri-conoscere le diverse sfumature, ci offre la possibilità di diventare più consapevoli, di prenderci cura di noi, giorno dopo giorno. Un passo alla volta. Un respiro alla volta. Un pasto alla volta.

Essere genitori non è affatto facile e la relazione che i nostri figli instaurano con il cibo è un altro esempio di come sia complesso trasmettere loro quell’equilibrio che tanto gli auguriamo. Come comportarsi? Cosa fare?

Noi adulti siamo esempi da osservare e da imitare.

Partiamo da noi

Quando non sappiamo “spiegare” qualcosa, ricordiamoci l’importanza che ha il nostro “portare nel mondo” quel concetto, quel principio, quella regola. Iniziamo noi con l’osservare il nostro rapporto con il cibo.

Se dovessimo descriverlo con 3 aggettivi, quali useremmo? In che modo giudichiamo la nostra relazione con la tavola? E con il nostro corpo? C’è una grande correlazione tra il nostro modo di mangiare e di guardarci allo specchio. Lo avevi notato?

Se dovessi avvertire che qualcosa non va, non alzare i toni della tua autocritica. Prova a osservarti con curiosità e gentilezza. Non è importante condannarci, ma scoprirci nella nostra interezza. E da lì ripartire. Per il nostro e l’altrui benessere.

Può essere utile tenere un “quaderno di viaggio” dove annotare riflessioni e di sera, una decina di righe, su come ci sembra di aver mangiato nella giornata. Abbiamo rispettato i principi di una corretta alimentazione? Facciamo 3 pasti principali e 2 spuntini? Ci sono stati dei momenti in cui abbiamo avuto il desiderio di mangiare maggiormente un alimento? Come ci siamo comportati? Quali emozioni si sono mosse? Come le abbiamo gestite?

Se da questa autosservazione dovessero emergere aspetti interessanti, non perderti d’animo, ma rivolgiti a un professionista che possa aiutarti. Potrebbe essere questa l’occasione giusta per avviare un processo di trasformazione fuori e dentro di te… magari coinvolgendo tutta la famiglia.

Se vuoi contattarmi per approfondire, non esitare a visitare www.atavolaconglidei.it interamente dedicato a come la cucina, il cibo e il counseling possano sostenerci in un lavoro interiore dai risvolti pratici ed emotivi.

GIULIA DI SIPIO 
psicologa, consulente genitoriale, counselor e coach, responsabile spazio ascolto "Genitori"

CONTATTI web: giuliadisipio.it
Instagram: @giulia.di.sipio

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