Quando a curarci sono micio e fido domestici: pet therapy e dintorni…

La scoperta delle potenzialità terapeutiche degli animali risalirebbe all’antichità; ciò nel corso dei secoli è stato oggetto di una crescita esponenziale dell’interesse da parte della società.

Stabilita tra l’uomo e l’animale durante il processo di addomesticamento. Attualmente il trattamento terapeutico che prevede il coinvolgimento degli animali si basa su linee guida definite e fa riferimento a impieghi indirizzati a specifiche patologie. Tale trattamento in medicina prende il nome di Pet therapy, termine di origine anglosassone “Pet“ in inglese significa “animale domestico”/“da compagnia” o “accarezzare”/”coccolare”.

Nella Pet therapy l’animale rappresenta il co-terapeuta che aiuta il paziente, insieme ad altri professionisti (medici, psicologi, logopedisti, psicomotricisti, educatori, operatori sociali e conduttori cinofili specializzati) nel percorso riabilitativo.

Gli animali danno compagnia; costituiscono uno stimolo all’esercizio fisico in base alle possibilità del disabile; stimolano il senso di responsabilità e di accudimento; offrono un sostegno emotivo e alimentano le capacità affettive. Inoltre favoriscono la conoscenza della natura, la diversità, i limiti dei cicli vitali; favoriscono la produzione verbale spontanea e l’elaborazione di un linguaggio “propriocettivo”; aiutano a individuare i segnali non-verbali nella comunicazione; aiutano a sviluppare la fiducia in se stessi, offrono un senso di protezione e quello di un legame di dipendenza e di cura; possono svolgere una funzione protettiva e fungono da valvola di sfogo emotivo. Il programma Pet therapy è stato suddiviso in tre tipologie distinte tra loro:

Attività assistite da Animali (A.A.A) Attività, per lo più di tipo ludico-ricreativo e di supporto psico-relazionale, svolte con l’aiuto di animali e finalizzate al miglioramento della qualità della vita di alcune categorie di persone (anziani, non vedenti, patologie croniche, etc). È gestito da educatori o da volontari.

La Pet therapy utilizza il rapporto speciale che l’uomo instaura con l’animale per favorire il processo terapeutico (psicologico, fisico e sociale); la sua efficacia è da ricondurre ad aspetti emotivi, affettivo-relazionali, ludici, sociali. La Pet therapy ha finalità educative, cliniche (psicologichepsichiatriche, motorie-riabilitative) nonché ludiche.

Educazione Assistita da animali (E.A.A.) Intervento educativo finalizzato al miglioramento delle capacità cognitive (comunicazione verbale e non, memoria a breve e lungo termine e di lavoro, capacità di problem solving, etc). È gestito da un insegnante o da un educatore.

Terapie assistite con l’ausilio degli animali (T.A.A.) Vera e propria terapia, effettuata con l’ausilio di animali, finalizzata a favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, cognitive (memoria, attenzione, linguaggio), comportamentali, sociali, emotive, psicologiche mediante specifici obiettivi predefiniti, in cui gli animali rispondenti a determinati requisiti sono parte integrante dei trattamenti. È una co-terapia che integra altre terapie specifiche normalmente effettuate dal paziente. Le TAA trovano applicazione nell’ambito delle psicopatologie dell’infanzia, della fanciullezza e dell’adolescenza, patologie che implichino prolungata ospedalizzazione o ripetuti ricoveri in strutture sanitarie o istituzionalizzazione di vario tipo, disabilità neuromotoria, disturbi di ansia e umore, disturbi post-traumatici, disturbi cognitivi/neuro-psicologici.

Gli animali abitualmente coinvolti nella Pet therapy sono cani, gatti, criceti, conigli, asini, capre, mucche, cavalli, uccelli, pesci, delfini.

L’operatore ha la funzione di guidare l’animale e di facilitarne la comunicazione con il paziente. In relazione alle caratteristiche di tale intervento è necessario che la Pet therapy si svolga in centri specializzati.

a cura dott.ssa Mariangela Pinci
neuropsichiatra infantile