Tecnologia o gioco fisico? Quale scegliere per lo sviluppo dei nostri figli?

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In natura, il tempo del gioco è tempo in cui si impara a sopravvivere. E’ un’affermazione forte, inaspettata ma è proprio così: giocare ci salva la vita, ci insegna a sopravvivere.

L’Animale Umano è l’unica specie animale (sì, non dobbiamo dimenticare che questo siamo!) che con l’avanzare dell’età smette di giocare e non solo, toglie addirittura tempo all’attività ludica dei propri cuccioli (bambini e bambine) considerando il gioco come una perdita di tempo, un’attività senza alcuna finalità “produttività”. Nel tempo del “fare” infatti ci siamo abituati a valutare un’attività in base alla quantità di produttività che essa genera.

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Perché il gioco è così importante per il benessere dei figli?

Nel gioco, si impara a vivere l’esperienza corporea, ad entrare in contatto con il proprio corpo e con il corpo dell’Altro da sé, si apprende il valore della collaborazione ma ci si scontra anche, si fa esperienza di conflitto, in maniera “sana”, si apprende infatti che ci si può scontrare ma ci si può anche riavvicinare, senza “perdere” ciò che fino al momento del conflitto si era costruito.

E’ una lezione di vita con un potenziale enorme, che dobbiamo rivalutare e rivedere con il nostro “sguardo adulto”. Puoi approfondire leggendo: Gioco, gioco e ancora gioco e… imparo!

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Come aiuta a crescere il gioco corporeo?

Il gioco non riguarda solo la mente, ma anche il corpo. Attraverso il gioco corporeo, i bambini imparano a connettersi con se stessi e a esprimere i bisogni del loro corpo. In un mondo sempre più tecnologico, dobbiamo assicurarci di bilanciare il tempo che i bambini passano davanti agli schermi con momenti di gioco fisico, che stimolano la crescita e il benessere globale. Il rischio è che, già in età prescolare, i bambini inizino a concentrarsi solo sulle loro capacità cognitive, perdendo il contatto con il corpo e le emozioni che questo veicola. Se vuoi approfondire, può esserti utile leggere: Crescere, amare, socializzare: i bambini ci riescono attraverso il gioco

Qual è l’importanza del gioco nella gestione delle emozioni?

I bambini sono in grado di parlare delle loro emozioni, ma spesso non sanno identificare cosa provano fisicamente quando sono arrabbiati, felici o spaventati. Il gioco offre uno spazio sicuro in cui esplorare queste sensazioni, aiutando i piccoli a sviluppare una consapevolezza emotiva più profonda. Ritornare al gioco fisico significa anche recuperare la capacità di ascoltare il corpo e le sue reazioni, un'abilità che gli adulti spesso dimenticano.

La tecnologia può essere una risorsa positiva per lo sviluppo dei bambini, ma non deve mai sostituire il gioco corporeo. I bambini, specialmente nella prima infanzia, devono esplorare il mondo attraverso il movimento e il contatto fisico. Questo è essenziale per il loro benessere psicofisico, poiché li aiuta a mantenere un equilibrio tra mente e corpo. Senza questa connessione, rischiamo di far crescere una generazione di bambini alienati dal loro corpo e dalle loro emozioni.

Possiamo alternare momenti “on” e momenti “off”?  

Uno degli elementi chiave del gioco è l'alternanza tra attivazione e disattivazione. I bambini hanno bisogno di momenti di pausa tanto quanto di momenti di attività. In una società che corre continuamente, è essenziale offrire loro spazi di quiete, di riposo e anche di noia, dove possano riflettere sulle esperienze vissute e trovare nuovi significati. Solo così possono crescere in modo equilibrato e sviluppare una reale comprensione del mondo.

A questo proposito, puoi approfondire leggendo: Il gioco: un serissimo jogging per la mente

Perché il gioco contribuisce al benessere dei bambini?

Il gioco non è solo un’attività ricreativa, ma una componente fondamentale del benessere psicofisico dei bambini. L'alternanza di momenti di attività e riposo è essenziale per il loro equilibrio emotivo e fisico. Un bambino che non impara a gestire i tempi di disattivazione, rischia di sviluppare uno stato di perenne agitazione, con difficoltà a trovare calma e concentrazione. Coltivare il gioco significa insegnare loro a vivere in armonia con se stessi e con il mondo che li circonda. Per approfondire queste tematiche è da poco uscito il libro Il Gioco del Benessere. Teoria e pratica della meditazione fisiologica per i bambini” edito da Phanes Publishing.

SIMONE MIGLIORATI
pedagogista, counselor, trainer del benessere dei contesti educativi, insegnante yoga bimbi

CONTATTI telefonici: 349.830.10.04
Instagram: @simonemigliorati_pedagogista

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