4 modi per insegnare ai figli “a volare”… in tutta sicurezza!

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Scopri strategie pratiche e dolci per costruire la sicurezza emotiva nei bambini, proteggendoli senza generare in loro ansia e controlli eccessivi.

“Insegnami a volare!” Se i nostri figli avessero le parole giuste, forse ci direbbero proprio così.

Perché la sicurezza che cercano da noi non è una gabbia, ma la certezza di avere radici forti e ali pronte a reggere il vento.

Quante volte pronunciamo frasi come: “Fai il bravo”, “Stai attento”, “Non farti male”.
La parola sicurezza ci scivola in bocca con la stessa facilità con cui un bimbo riesce a infilarsi nei posti più improbabili. Ma siamo davvero sicuri di sapere cosa intendiamo quando la usiamo?

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Cos’è la sicurezza per noi? E per loro?

Per noi adulti, sicurezza significa prevenire i pericoli, evitare traumi, controllare ciò che può andare storto. È naturale: siamo cresciuti in un mondo dove l’imprevisto fa paura.

Per i bambini, invece, la sicurezza ha un sapore diverso.

  • È sapere che, se piangono, qualcuno li ascolta.
  • È sentirsi visti anche quando fanno i “capricci”.
  • È sapere che mamma e papà ci sono, anche se li fanno arrabbiare.

La sicurezza per loro è relazione, non sorveglianza.

Puoi approfondire leggendo: Ansia da prestazione a 5 anni? Usa la scatola dei pensieri e altre strategie pratiche per aiutarlo con dolcezza

Quanto ci fidiamo dei figli?

Ci fidiamo quando, al parco giochi, li vediamo arrampicarsi da soli sulla piramide di corde, sempre più in alto? Ci fidiamo quando un adolescente ci guarda negli occhi e dice: “Non ho bisogno che mi accompagni”?

La fiducia è difficile: ogni passo lontano dal nostro controllo sembra toglierci un pezzetto di sicurezza. Ma la verità è che senza fiducia non c’è protezione vera, solo un allarme continuo.

E quanto ci fidiamo della società, della scuola, del digitale? La scuola è davvero un luogo sicuro? E il web? I social? Lo smartphone? Possiamo mettere il parental control, scegliere la scuola migliore, bloccare i cartoni “troppo stimolanti”… e poi? Non potremo mai proteggerli da tutto.

Ma possiamo insegnare loro a rialzarsi ogni volta che cadono.

Fiducia vs. controllo: dove si nasconde la sicurezza vera?

Proteggerli è naturale. Soffocarli, però, è un attimo.

A volte la nostra voglia di sicurezza diventa ansia. E l’ansia è contagiosa.
Un bambino che cresce con la paura di cadere, spesso, non impara a camminare bene.
Un ragazzo che vive nel terrore di sbagliare, non si dà mai la possibilità di riuscire e di provare.

Allora la domanda vera non è: “Come proteggerli da tutto?” ma: “Come aiutarli a proteggersi da soli?” Ed è qui che nasce la vera sicurezza: quella interiore.

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4 modi per insegnare ai figli a volare

  1. Prevedibilità
    Non serve una vita noiosa, ma una bussola. Una routine semplice (pasto, gioco, nanna) rassicura anche nei momenti di caos. È come una mappa: li aiuta a orientarsi quando si perdono tra emozioni e bisogni.
  2. Regole chiare
    Non c’è bisogno di trasformarsi in sergenti. Ma dire “no” quando è no e “sì” quando è sì costruisce confini che danno sicurezza. Le regole non tolgono libertà: danno forma al mondo.
  3. Emozioni legittimate
    “Non piangere”, “Non esagerare”, “Non essere geloso”… e se invece dicessimo: “Capisco che sei arrabbiato, sono qui con te”? Un bambino che impara a dare un nome a ciò che sente, impara anche a gestirlo. E questo è un superpotere.
  4. Relazione stabile
    Più di ogni altra cosa, un bambino ha bisogno di sapere che qualcuno resta. Non perfetto, non sempre sorridente, ma presente. È questa la vera sicurezza: non temere che l’amore finisca, anche quando il mondo fuori fa paura.

La sicurezza non è trattenere, ma offrire una base sicura da cui partire e a cui poter tornare.
Non possiamo accompagnarli ovunque, ma possiamo insegnare loro a orientarsi.
Non possiamo salvarli da tutto, ma possiamo dar loro fiducia e strumenti.

Se vuoi approfondire, puoi leggere: Come sostenere l’autonomia dei figli? Strategie pratiche per farli sentire sicuri di sé

E forse, alla fine, scopriremo che mentre insegniamo ai nostri figli a volare, anche noi impariamo a sentirci un po’ più leggeri e sicuri.

MARGHERITA MONASTRA
esperta in Pedagogia Familiare e Disciplina Dolce

CONTATTI web: bimbisereni.it
Instagram: @bimbisereni.it

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