E' l'ora della nanna e, come tutte le sere, la mamma tiene fra le braccia il suo paffuto lattantino di sei mesi, canta a mezza voce una ninna nanna mentre lui, a poco a poco, socchiude gli occhietti e si addormenta;
la mamma allora lo depone dolcemente nel lettino, gli rincalza con cura la copertina e si allontana in punta di piedi... ed ecco che, come avviene ormai da sei mesi, un pianto straziante proviene dalla culla, i due genitori si guardano sconsolati e fanno "la conta" per vedere a chi tocca stasera affrontare quel diavoletto urlante e ormai completamente sveglio!
Miei cari genitori, vi pare noto tutto ciò? Ebbene è quello che spesso accade ma, vi sembrerà strano, è piuttosto normale.
Siamo portati infatti a ritenere il sonno, e soprattutto quello dei più piccoli, come un momento di estrema tranquillità e rilassamento, al contrario è un momento di grande attività per quel perfetto motore di vita che è il cervello. Anche il feto, nella pancia della mamma, quando dorme si muove e si agita e durante la fase del sonno più profondo, quello non REM, sogna, incamera informazioni e...IMPARA!
Nel neonato la fase di questo sonno "attivo" occupa il 50% del tempo dedicato alla nanna e nei primi mesi il neonato dorme per l'80% del giorno! Poi, crescendo, il periodo REM si riduce fino ad essere nell'adulto solo il 20%. Nella fase del sonno REM il piccolo elabora a livello inconscio ciò che è avvenuto nella veglia e accumula esperienze. Il momento dell'addormentamento poi viene vissuto fin dalle prime età della vita come un momento di dolorosa separazione dalla mamma e quindi è normale che i piccoli si oppongano più o meno validamente a questo distacco, poi verso l'anno cominciano i primi sogni e con loro gli incubi a complicare le cose!!! Comunque rasserenatevi, verso i tre-cinque anni le cose migliorano...
Cosa possono fare mamma e papà? Nei primi mesi, quando il neonato dorme poco e spesso, voi mamme adattatevi al loro ritmo, riposate con loro e siate pronte a dargli da mangiare alle ore più impensate. Dopo i sei mesi, quando dovrebbero acquistare un ritmo veglia-sonno più simile all'adulto, create "un rituale di avvicinamento al sonno" il più sereno e ripetitivo possibile, non fate addormentare mai il vostro piccolo in braccio ma sempre nel lettino, il distacco sarà meno doloroso, trovate un oggetto "di transizione" cui possa attaccarsi: un peluche, una copertina e... preparatevi a vederglielo in mano fino alla maggiore età!!!
Anche questo è normale e, soprattutto, affrontate serenamente queste fasi della vita di vostro figlio, sono passeggere, avrete tempo di rifarvi del sonno perso e inoltre pensate sempre che la sensazione di avere un corpicino caldo fra le braccia che vi si aggrappa e che dipende in tutto da voi è una sensazione unica, dura molto poco e... si rimpiange a lungo! •
a cura dott.ssa Marina Ciampoli
ex-responsabile unità pediatrica-nido Ospedale di Palestrina RM