Il bambino durante l’età evolutiva ha un’esplosione di padronanza del proprio corpo che esprime attraverso il gioco di gruppo e lo sport,
ma durante l’età della scolarizzazione tutta questa energia viene rinchiusa tra un banco e una seggiolina per tante ore al giorno.
Quindi riuscire a mantenere posizioni corrette è quasi impossibile, anche perché tali banchi e sedie sono di diversa altezza, combinati tra loro senza logica, standardizzati, senza tenere conto dell’altezza e della fisicità di ogni bambino e costringendoli a posizioni assurde per di più, a lungo termine, poiché passano tantissime ore a scuola sempre seduti.
“Secondo me basterebbe un‘attenzione maggiore nel capire qual è la proporzione esatta tra il bambino e il rapporto tra sedia e banco” ci dice la fisioterapista-mamma Sara Pedini “per esempio una scatola di cartone posizionata sotto il banco dove il bambino può appoggiare i piedi”. L’atteggiamento spontaneo del bambino nella posizione seduta non corretta, d’altro canto può essere il segno di qualcosa che non va. “Un bambino che legge o scrive con la testa sempre ruotata da un lato, quindi non frontale al banco, potrebbe avere problemi di vista” La fisioterapista Cinti Emanuela “raccomando alle insegnanti e alle mamme di osservare le posizioni che assumono i bambini durante lo studio”.
“Il bambino in questo periodo ha bisogno del gioco e dello sport” aggiunge il personal trainer Andrea Prioreschi, “rivestendo un ruolo fondamentale per la crescita sana del bambino e svolta con frequenza e costanza, aiuta a prevenire diverse patologie sia muscolo-scheletriche che metaboliche. Perciò il consiglio è quello di far svolgere ai propri bambini un qualsiasi sport rispettando le giuste linee quali, una frequenza settimanale di almeno 3 volte a settimana, un lavoro che stimoli l’apparato respiratorio e circolatorio nonché quello muscoloscheletrico”.
In ultimo il fisioterapista della nazionale Simone Sanclimenti “le patologie che possono andare incontro, oltre a infortuni di contatto, provengono da un ritardo di accrescimento come il morbo di Osgood-Schlatter nel ginocchio o anche nel tallone o nella SIAS. Nella mia esperienza professionale un bambino difficilmente finge un dolore perché la sua voglia di giocare e fare sport è molto più forte del conseguente obbligo di stare fermo. In questi casi, quindi è sempre meglio fare accertamenti dallo specialista.”
a cura dott. Simone Sanclimenti
fisioterapista