Siamo capaci di accompagnare i figli a crescere sicuri tra paure interiori e influenze social?

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Proteggere i figli oggi significa guidarli con fiducia e autorevolezza. Ecco come sostenerli contro paure interiori e condizionamenti della società.

“Là dove sei felice, sei a casa” recita un proverbio tibetano, che invita a portare con noi la consapevolezza che abbiamo imparato a coltivare tra le mura domestiche. Eppure, nel mondo frenetico e frammentato di oggi, i genitori fanno sempre più fatica a garantire un senso di sicurezza emotiva e familiare ai propri figli.

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Che significato ha la “sicurezza” dei figli per noi genitori?

Oggi la parola “sicurezza” non riguarda solo la protezione fisica che un genitore è portato a dare. È un concetto multidimensionale che comprende:

  • sicurezza fisica: sapere dove si trovano, chi frequentano, quale ambiente li circonda;
  • sicurezza emotiva e psicologica: per assicurarsi che si sentano compresi e possano esprimersi;
  • sicurezza digitale: tutelarli dai rischi del Web e dalla social media pressure.

Infatti, se le generazioni precedenti dovevano fare i conti con le pressioni sociali della famiglia e dei pari per costruire la propria identità, oggi le nuove generazioni si ritrovano a dover sostenere anche la social media pressure: alcuni studi rivelano che circa il 37% degli adolescenti siano state vittime di bullismo online almeno una volta, con ripercussioni sulle relazioni interpersonali e il senso di Sé, anche a lungo termine. Puoi approfondire leggendo: Come insegnare ai figli ad ascoltarsi e a rispondere ai propri bisogni? 4 semplici idee per ridurre ansie, paure e stress

Perché il controllo non è la soluzione?

Spesso, alla base della relazione genitore-figlio, vi è una “misperception”: si è portati a credere che un maggiore controllo equivalga a maggiore protezione. In realtà, diversi studi mostrano il contrario:

  • l’iper-protezione rischia di soffocare l’autonomia;
  • i figli crescono con meno fiducia nelle proprie capacità;
  • si alimenta un modello di “genitorialità elicottero”, che aumenta ansie e conflitti.

A fronte di questa genitorialità elicottero - dove i figli sono sempre nel mirino delle ansie degli adulti - il bisogno di autodeterminazione delle nuove generazioni si fa sempre più imperante, anche in risposta ad una società che richiede sempre più adattamenti a canoni fisici ed emotivi. Leggi anche: Far crescere l’autostima dei figli è possibile? 4 consigli per sostenere la loro crescita emotiva

La buona notizia? Nonostante le difficoltà, il 66% degli adolescenti dichiara di avere fiducia nei propri genitori.

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Come proteggerli senza soffocarli?

La strada giusta è l’autorevolezza: ascoltare, guidare e stabilire regole condivise. L’autorevolezza è il mix più efficace per sviluppare una relazione collaborativa, basata sulla fiducia e sul riconoscimento del ruolo educativo, elementi che mediano fortemente lo stress legato a situazioni di rischio e comportamenti problematici, poiché invitano a sperimentare l’errore e agire secondo la propria autonomia. In questo modo i ragazzi imparano a regolarsi, a fidarsi degli adulti e ad affrontare sfide e rischi con più resilienza.

La genitorialità autorevole è dunque un equilibrio tra affetto e regole.

3 linee-guida per l’armonia fra genitori e figli

  1. Creiamo e rispettiamo lo spazio vitale di ognuno. I genitori che sono in grado di definire insieme ai propri figli le regole della privacy individuale coltivano la fiducia reciproca. Chiediamo il permesso ogni volta che entriamo nello spazio dell’Altro!
  1. Definiamo insieme regole di utilizzo e vocabolari digitali per una maggiore comprensione delle sfide e dei rischi del Web, invitando ad una comunicazione più diretta rispetto alle attività online e stimolando l’empowerment e l’autoregolazione.
  1. Coltiviamo maggiore fiducia nelle loro competenze e riconosciamo i loro bisogni espressivi, chiedendoci se il nostro è un bisogno di controllo o una paura inespressa, comunicando apertamente i nostri timori e costruendo uno spazio Noi fatto di confronto e ascolto attivo.

Così come le sfide quotidiane sono state a suo tempo motivo di confusione ed incertezze, camminiamo anche noi nei mocassini delle nuove generazioni: hanno molte più risorse di quanto le nostre ansie ci facciano credere.

ALESSANDRA PONTIS
psicologa positiva, autrice e facilitatrice certificata Mindfulness Educators®

CONTATTI web: diariodiunapiscologapositiva.it
Instagram: @diariodiunapsicologapositiva

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