Immagina… crea, realizza!

“C’era una volta una lumachina che veniva da un paesino lontano lontano…”

Spesso con queste parole si aprono le favole. I bambini amano che qualcuno legga loro delle storie.

La parola letta li incoraggia a sviluppare la propria immaginazione per ricreare luoghi, personaggi, rumori, scene e odori e questa capacità è un patrimonio prezioso. Quando la storia viene letta al bambino da una persona che riflette in lui un riferimento affettivo, e che gli si siede accanto, nasce quell’intimità che favorisce una relazione pienamente appagante.

Non hai tempo di leggere? Ascolta!

Quanto è importante l’immaginazione nella crescita dei bambini? La favola si sviluppa al livello della fantasia, dell’immaginario. Quindi non è in concorrenza con una rappresentazione della realtà che voglia rispecchiare fedelmente quest’ultima. Il bambino può essere consapevole che, se vuole spostarsi da un luogo all’altro, deve andare a piedi o usare un veicolo. Tuttavia, si diverte moltissimo a sentir raccontare di un tappeto volante che permetta di sorvolare paesi, foreste e montagne. E sa bene che per avere in tavola molti buoni cibi bisogna prima andarli a comprare, ma si diverte moltissimo quando sente raccontare che qualcuno ha un tavolino magico al quale basta dire: “Signor tavolo, apparecchiati!” perché questo si copra subito con una tovaglia e con ottimi tortellini.

Il mondo favoloso è un mondo indipendente da quello in cui concretamente viviamo.

E’ un mondo immaginario che favorisce la fantasia e ricopre la stessa funzione del gioco simbolico che porta il bambino a immaginare di essere su una nave, mentre in realtà si trova in uno scatolone.

E noi sappiamo quanto bisogno ci sia, anche per la nostra vita mentale di adulti, della fantasia, che costituisce un complemento indispensabile della razionalità.

Quali sono i giochi più indicati per sviluppare l’immaginazione?

Il gioco è la principale occupazione del bambino. Attraverso il gioco trova soluzioni nuove di adattamento alla realtà che lo circonda, crescendo in autonomia. Per giocare e per sviluppare l’immaginazione, occorre osservare e accertare le inclinazioni individuali di ogni bambino.

Pertanto, come educatori, dobbiamo capire se possiamo ottenere risultati migliori proponendo i giocattoli che si comprano nei negozi, oppure se possono essere scelti anche molti oggetti che si trovano in casa o nell’ambiente circostante e che un bambino può utilizzare a suo piacere. Pentole, coperchi, stoffe, ombrelli, conchiglie, rotoli di carta e legnetti sono ottimi materiali destrutturati che, non avendo una specifica indicazione d’uso, lasciano spazio alla fantasia e sostengono l’apprendimento.

Qual è la parola chiave? Il divertimento!

Il divertimento viene dal gioco che sceglie il bambino. Gli adulti che giocano con lui non seguano il loro gusto, il loro pensiero. Ma quello del bambino. Lasciamo che possa giocare. Libero. Che possa divertirsi.

E proponiamo giocattoli e materiali osservando, ascoltando e cercando di capire “quel” bambino.

Come raccontare la realtà ai bambini? E’ sempre giusto attenersi ai fatti?

Non sempre è facile trovare delle parole semplici per parlare di cose complesse.

Ma una cosa è certa. Bisogna essere autentici con i bambini e raccontare come stanno i fatti.

E’ necessario insegnare ai bambini un alfabeto emozionale che rappresenti tutte le capacità fondamentali del cuore e le capacità interpersonali.

Infatti, la coordinata su cui possiamo agire per raccontare la realtà al bambino, garantendo sostegno ai suoi passi, è la relazione tra noi e lui.

Questo non significa negare i momenti di fatica e di dolore che la vita ci fa inevitabilmente incontrare, con quelli di gioia, ma sperimentare, insieme, che si possono attraversare, perché anche loro hanno un inizio e una fine.

Solo se la realtà, anche la più faticosa da tollerare, viene elaborata nel momento in cui si manifesta con degli ostacoli, permette degli sbocchi evolutivi e l’acquisizione di nuove capacità. In tutta questa cornice, se il bambino è ancora in tenera età, si potrà sfruttare il gioco e l’immaginazione per comunicare con lui, rendendolo comunque partecipe della realtà che lo circonda.  Sia buona sia un po' meno buona.

Usiamo, fin da piccoli, la mente per indagare sulla vita. Attraverso l’immaginazione.

Noi siamo un oceano d’immagini. Dunque, mettiamole a nostra disposizione.

E facciamole fluire. Semplicemente. Come fanno i bambini.

A proposito… la lumachina… si chiamava Maca!

SILVIA FERRETTI
pedagogista, formatrice, Direttrice Centro per l'infanzia 12-36 mesi "Il Chicco"

CONTATTI e-mail: ilchiccoinfanzia@hotmail.it
tel. 347.178.29.48


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