Tuo figlio è autistico? Ecco 7 modi utili per ridurre l’ansia che prova

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Se sei genitore di un bambino o ragazzo nello spettro autistico, sai bene quanto possa essere complesso il mondo delle emozioni.

L'ansia, in particolare, è una di quelle presenze silenziose ma costanti che spesso accompagna la quotidianità. Una cosa è importante chiarirla subito: l'ansia non è "un problema dell'autismo". Tutti i ragazzi — autistici o no — vivono momenti di ansia. È una risposta normale, utile in certi casi. Serve a proteggerci, a tenerci all'erta, a prepararci a ciò che non conosciamo.

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Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Perc i figli provano ansia?

Le aspettative dei genitori possono influenzare significativamente il benessere emotivo dei figli e questo è particolarmente vero per i ragazzi nello spettro autistico. Sebbene le intenzioni siano spesso positive, quando le aspettative sono irrealistiche o eccessive, possono generare ansia, stress e bassa autostima.

Questo fenomeno è stato osservato in vari contesti, tra cui la scuola, lo sport e le relazioni sociali. La ricerca indica che, quando le aspettative dei genitori superano le capacità reali dei figli, i risultati scolastici tendono a diminuire anziché migliorare, addirittura alcune indagini hanno trovato una correlazione tra aspettative elevate e aumenti nei livelli di ansia, depressione e bassa autostima.

Nelle persone autistiche l’ansia può essere più intensa, più frequente o più difficile da esprimere. E questo spesso rende tutto più complicato, sia per loro che per la loro famiglia.

Nell’autismo l’ansia è più forte… perché?

Per tanti motivi. L'ambiente spesso è troppo caotico, i cambiamenti (anche piccoli) possono creare un senso di disorientamento. I segnali sociali possono essere difficili da decifrare. E poi, c'è anche la difficoltà nel comunicare ciò che si prova: immagina di sentire qualcosa di forte, ma non riuscire a spiegarlo a parole o farlo capire agli altri. Ecco perché, quando parliamo di autismo, non possiamo non parlare anche di ansia.

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Come ridurre l’ansia dei figli autistici?

Sappiamo, per esperienza, che alcuni accorgimenti possono ridurre le manifestazioni ansiose nei nostri ragazzi:

  1. Creare una routine prevedibile

Sapere cosa succederà dà sicurezza. Una routine chiara (magari supportata da immagini o calendari visivi) aiuta il ragazzo a sentirsi più calmo.

  • Preparare ai cambiamenti

Quando un cambiamento è inevitabile (una visita dal medico, una nuova scuola), anticiparlo con parole semplici, immagini, o una "storia sociale" può aiutare molto.

  • Offrire spazi e tempi di decompressione

Avere un angolino tranquillo dove "spegnere il rumore del mondo" è fondamentale. Può essere una stanza, anche solo una coperta pesante. L'importante è che sia riconosciuto come un luogo sicuro.

  •  Rispettare la comunicazione (anche se non è verbale)

L'ansia spesso si esprime attraverso comportamenti: irritabilità, silenzi, movimenti ripetitivi. Imparare a leggere questi segnali è il primo passo per offrire supporto.

  • Tecniche di autoregolazione

Alcuni ragazzi traggono beneficio da tecniche come: respirazione guidata (tramite app o giochi), uso di oggetti sensoriali (fidget, palline morbide), attività motorie regolari (camminate, danza).

  • Validare le emozioni

Frasi come "Capisco che sei preoccupato" o "È normale avere paura quando succede qualcosa di nuovo" aiutano a dare un nome all'ansia e a sentirsi compresi, senza sentirsi "sbagliati".

  • Collaborare con figure professionali

Analisti del comportamento, psicologi, educatori specializzati possono offrire strumenti personalizzati (come programmi per la gestione dell'ansia, strategie sensoriali, tecniche di rilassamento).

Cosa non deve mancare?

L’accettazione e… tanta pazienza! Comprendere l’ansia dei nostri ragazzi, darle spazio e nome è uno dei passi più importanti per aiutare i nostri figli a stare meglio, avendo sempre chiaro che i ragazzi nello spettro autistico spesso affrontano sfide aggiuntive rispetto ai loro coetanei. La pressione per adattarsi a standard che non corrispondono alle loro capacità può portare a frustrazione e a una percezione negativa di sé stessi. Stabilire aspettative realistiche e soprattutto valorizzare lo sforzo, non solo il risultato promuovendo l’autonomia, sono ingredienti che non possono mancare per aspirare ad un buon e sano equilibrio. E se vuoi approfondire, può esserti utile leggere: Ti sembra che tuo figlio non riesca a esprimere le emozioni? Scopri perché succede e come puoi aiutarlo

FRANCESCA DELMONTE
presidente "Comitato Autismo 365"

CONTATTI web: autismo365.it

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