Scopri perché il corsivo resta importante per i bambini e perché osservare la scrittura può aiutare a cogliere eventuali difficoltà.
Viviamo in un’epoca in cui la scrittura a mano è spesso considerata superflua, perché sostituita dal computer e dai cellulari.
Sono ormai quasi scomparsi l’invio di una cartolina, di un biglietto di auguri o di ringraziamento. Eppure, se ci fermiamo un attimo a riflettere, ci accorgiamo che è senza dubbio più gradevole ricevere uno scritto personale piuttosto che un anonimo messaggio elettronico.
Il nostro tempo è basato sulla velocità e non sulla salutare attesa.
Ma, comprendiamo bene, i temperamenti veloci commettono più errori, mentre quelli riflessivi, a lungo andare, perdono meno tempo.

Questo contenuto? È Certificato!
Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.
Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!
Scrittura a mano: perché non dovrebbe essere considerata superata?
L’abbandono della scrittura manuale è un problema oramai generalizzato e sia gli psicologi che i grafologi sono alquanto allarmati da questa consolidata abitudine.
Soprattutto nelle grandi città, nelle scuole elementari il carattere corsivo non viene insegnato a favore dello stampatello e dello script (lo stampatello minuscolo).
Questo è un errore, in quanto il corsivo è più veloce perché non ci sono gli stacchi della penna dal foglio e i legamenti sono il nostro avvicinamento al Tu.
Il modo di insegnare la scrittura è cambiato rispetto agli Anni ‘60/70/80, ma i professionisti della scrittura si sono resi conto delle problematiche che gli studenti di oggi stanno vivendo. C’è stata un’impennata dei ragazzi con problemi di disgrafia che, se non corretta, si porta avanti negli anni futuri.
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Scrittura in corsivo e difficoltà dei bambini
A mio parere, è una scusa pensare che la scrittura manuale sia sorpassata, perché se pensiamo che chi scrive è il cervello e la mano è solo lo strumento, ci accorgiamo che la nostra difficoltà è interiore.
La scrittura elettronica porta altresì ad un peggioramento della capacità di scrivere in maniera corretta per:
- le tante snelle soluzioni tecnologiche
- la mancanza di sintassi
- le molteplici abbreviazioni che consentono più velocità.
Quando iniziare a osservare la scrittura dei bambini?
Bisogna osservare la scrittura già dai primi anni delle elementari.
Un bambino dovrebbe scrivere le lettere come vengono insegnate, in corsivo: la maestra le disegna sulla lavagna e lo scolaro copia il gesto fatto dall’insegnante.
Un bambino di seconda o terza elementare, non può ancora personalizzare la propria scrittura. Questa personalizzazione va iniziata in quarta o quinta elementare, per proseguire poi nelle scuole medie.
La velocità di apprendimento della scrittura dipende dal temperamento di ognuno e bisogna rispettare i tempi immutabili che la natura ha imposto ad ognuno di noi. Un bambino che scrive in maniera disordinata, può essere più facilmente un bambino veloce piuttosto che riflessivo e andrebbe, nei limiti del possibile, aiutato a calmarsi al fine di rendere la scrittura più ordinata e leggibile.
Il ruolo del grafologo dell’Età Evolutiva
Un grafologo dell’Età Evolutiva, osservando la scrittura, può: valutare la capacità del bambino e stabilire l’età scolastica, distinta da quella anagrafica del soggetto.
Per esempio, un bambino che si trova a metà della terza elementare può avere una capacità scolastica corrispondente a quella di uno studente di quarta oppure all’inizio della terza elementare.
La rieducazione della scrittura
Attraverso il Rieducatore della scrittura, con determinati esercizi, il bambino ha la possibilità di intervenire sull’estetica dello scritto al fine di renderlo più ordinato e comprensibile.
L’obiettivo, quindi, non dovrebbe essere semplicemente quello di avere una scrittura “bella”, ma una scrittura che possa risultare ordinata, leggibile e comprensibile.
Il ruolo dei genitori nella scrittura dei bambini
Spesso i genitori sottovalutano la scrittura manuale già dai primi anni di scuola, pensando che oramai è una tecnica superata, non valutando che: la scrittura è il nostro riflesso interiore.
Personalmente non incolpo le giovani insegnanti di oggi dei problemi degli scolari, in quanto loro stesse hanno avuto un insegnamento dei tempi recenti che, però, ha portato a delle oggettive problematicità.
Scrittura a mano e scuola: l’importanza della formazione
La scuola, in generale, è piuttosto sorda a proporre corsi per le maestre elementari al fine di metterle di fronte alle evidenti difficoltà degli allievi e, spesso, questi incontri sono organizzati a livello privato. In queste riunioni, oltre ad osservare le scritture degli scolari dei primi anni delle elementari, si guardano anche i disegni per capire il tipo di bambino che abbiamo di fronte e questo è possibile concentrandoci su:
- tratto,
- colore,
- l’occupazione dello spazio,
- la posizione del disegno.
Parlando con queste importanti professioniste, mi rendo conto che, spesso, i genitori rappresentano il primario problema in quanto non accettano che il figlio possa avere bisogno di aiuto.
Quando vengono proposti incontri, anche gratuiti, ai genitori per affrontare queste riflessioni, capita che siano assenti proprio quei genitori che hanno figli che andrebbero corretti nella scrittura.
Allontaniamoci dall’idea della “bella” o “brutta” scrittura e concentriamoci sull’estetica generale, la creatività e l’ordine.
Un ultimo consiglio per il tuo educare
Dai un’occhiata anche agli altri articoli che ho realizzato per “bambini e genitori”: nel blog e nelle riviste etiche trovi centinaia di contenuti autorevoli della nostra Comunità Educante, strumenti concreti e riflessioni pratiche per gestire al meglio la relazione genitori-figli, come questo: La scrittura? Esprime le nostre emozioni!

ANTONIO PEROLFI
grafologo AGI specializzato nell’età evolutiva
CONTATTI e-mail: antonio.perolfi@libero.it
tel. 320.086.11.34
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