La valutazione neuropsichiatrica in età evolutiva

In neuropsichiatria infantile il momento diagnostico prevede l’uso di un approccio multidimensionale al fine di ottenere una conoscenza completa del bambino ed è un percorso imprescindibile

per l’indicazione al trattamento che è sempre una competenza del medico neuropsichiatra infantile.

La valutazione neuropsichiatrica dei pazienti in età evolutiva comprende un’osservazione clinica standardizzata effettuata mediante l’esame obiettivo neurologico ed una serie di indagini diagnostiche strumentali quali test neuropsicologici, esami di laboratorio, elettroencefalogramma, potenziali evocati, risonanza magnetica encefalo e/o del rachide.

L’esame obiettivo neurologico riveste una significativa importanza clinica nel percorso diagnostico tanto da determinare la necessità di effettuare ulteriori approfondimenti mediante indagini strumentali; infatti molti segni rilevati durante questo esame e/o sintomi correlati hanno una rilevante valenza diagnostica di tipo neurologica. La visita neurologica varia in funzione dell’età e del livello di collaborazione del bambino: nel neonato si osserva il comportamento ed il movimento spontaneo, il tono muscolare, le risposte motorie agli stimoli (riflessi) e le capacità percettive. Nei bambini della prima infanzia tale esame viene effettuato in funzione del livello di sviluppo psico-motorio (adattamenti tonico-posturali, coordinazione dei differenti distretti corporei), delle funzioni percettive e del linguaggio. Dal terzo anno di vita vengono valutate anche abilità più complesse come la capacità di riconoscere oggetti, immagini e suoni, l’orientamento spazio temporale, il linguaggio parlato nonché gli aspetti emozionali e relazionali che emergono durante la visita. Gradualmente tale indagine assume delle caratteristiche sempre più simili a quello effettuato nell’adulto; dopo gli otto anni l’esame può essere eseguito in modo più approfondito e completo.

Il neuropsichiatra infantile in base ai risultati di tutte le indagini svolte definirà la diagnosi e l’indicazione al trattamento abilitativo e/o farmacologico.

Rispetto al quesito diagnostico si possono effettuare test standardizzati specifici per valutare il livello di sviluppo neuro psicomotorio, del linguaggio in produzione ed in comprensione, degli apprendimenti scolastici (lettura, scrittura, area logico-matematica) nonché dei tempi di attenzione.

Altri test possono essere utilizzati per approfondire le fragilità emotive ed i problemi comportamentali. Per un completo e chiaro inquadramento diagnostico la valutazione del bambino deve essere integrata con informazioni acquisite dalla famiglia e dalla scuola tramite l’uso di questionari standardizzati. Il significato clinico dei risultati dei suddetti test neuropsicologici va interpretato in relazione al quoziente intellettivo che va sempre calcolato in età evolutiva.

La diagnostica strumentale in età evolutiva include i potenziali evocati (visivi, somatosensoriali, acustici tronco encefalici e motori) che prevedono la registrazione, estrazione ed analisi dei potenziali elettrici evocati da stimoli sensoriali specifici, L’elettroencefalogramma in sonno e/o veglia con videoregistrazione non è un esame invasivo e serve la registrazione dei potenziali elettrici cerebrali della superficie del capo; tale monitoraggio può essere anche prolungato per 24 ore (EEG dinamico).

Altro esame di rilevante importanza è rappresentato dalla risonanza magnetica all’encefalo che spesso necessita di essere effettuata in sedazione in relazione al livello di collaborazione del bambino e in funzione dell’età e della patologia di base. Dal momento che usa campi magnetici è completamente innocua e assicura una buona risoluzione della morfologia delle strutture cerebrali e spinali.

a cura dott.ssa Mariangela Pinci
neuropsichiatra infantile