L’ansia ti fa vivere male? Ecco come trasformarla da nemica ad amica in poche mosse

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Senti il fruscio? Eccola: una vipera che striscia davanti a te! Con il cuore a mille, fai un enorme salto indietro per scappare. Questa è paura.

Qualche giorno dopo, senza alcun pericolo reale, ti accorgi di respirare a fatica, ripensando alla vipera in un “replay” infinito. Il pericolo non c’è, ma una parte di te ritiene che ce ne sia la possibilità. “E se si presenta? Se io non riuscissi ad affrontarlo? E se la conseguenza fosse questa? Ti presento l’ansia.

Forse, questa parte di noi crede che portare in modo frenetico l’attenzione sui possibili rischi ed esiti negativi ci sia di aiuto. Quanto questo ti aiuti a fare chiarezza sulla migliore azione da intraprendere per tirarti fuori d’impaccio in quel momento, lo lascio definire a te.

Quando l’ansia si trasforma in pensieri erranti e insistenti, spesso ci impedisce di essere davvero lucidi e presenti, di agire con sicurezza, perché l’accesso alle facoltà mentali che ci servirebbero è limitato dal “rumore di fondo”. E agire in modo consapevole diventa più difficile.

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Cosa fare se capita a noi adulti?

  • Iniziamo con riconoscerne i segnali, sono presenti sia nel corpo che nella mente: sensazione di fastidio allo stomaco, sentire il fiato corto o il cuore che batte veloce.
  • Prestiamo ascolto ai pensieri che si affollano, cosa dicono?
  • Facciamo tre bei respiri profondi, di pancia.
  • Chiediamoci se il pericolo è presente oppure no. Dobbiamo davvero prepararci ad affrontare una minaccia? O è la nostra mente a suggerire che c’è il rischio di una situazione spiacevole? Naturalmente, se c’è un vero pericolo, vale la pena intervenire immediatamente, ed eventualmente fare tutti questi ragionamenti in un secondo momento!

Nominiamo, magari anche ad alta voce, queste osservazioni. Per noi adulti, potrebbe assomigliare a qualcosa del genere: “sento un nodo allo stomaco, la voglia di piangere. Mi sento ansioso in questo momento perché mia figlia è uscita di casa senza essersi asciugata i capelli. Sono arrivati tanti pensieri… e se si ammala, come farò con il lavoro?”

Puoi allora chiederti: “c’è qualcosa di utile che posso fare, adesso, per prepararmi o evitare questi rischi? Quali risorse potrò mettere in campo se dovessero presentarsi?”

Potrai allora ricordarti, ad esempio, che ci sono state molte altre circostanze in cui ti sei organizzata con il lavoro anche all’ultimo, che potrai assoldare baby-sitter, nonni e vicini di casa. In un dialogo con te stessa, puoi accettare le sensazioni spiacevoli dell’ansia per quello che sono: un tentativo, forse goffo, di proteggerti.

Un buon trucco? Ritagliati ogni giorno 10 minuti per ‘lasciar andare’ i pensieri ansiosi, così da restare più presente nel resto della giornata. Questo ti permette di avere un approccio molto più consapevole e - cosa utilissima - di avere una strategia pronta con cui rispondere all’impulso di tornare ancora e ancora su quei pensieri invadenti.

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E se capita ai bambini di provare ansia?

Puoi fare loro da guida, chiedendo di precisare le loro osservazioni, oppure, se sono bimbi più piccoli, offrendo la tua verbalizzazione: “Vedo che stringi la mano e sembri preoccupato: forse temi di non sapere come sarà in acqua?”

Legittimare il loro sentire rafforza fiducia e autostima, anche se questo può sembrare contro-intuitivo. Il fatto è che quando senti paura, o ansia, o qualsiasi altra emozione... la senti davvero!

Se qualcuno ti dice che stai esagerando, si crea una discrepanza tra il tuo sentire e quello che l’altra persona afferma. E se questa persona è tua mamma o tuo papà, tenderai a dar credito a loro più che a te. Ma questo significa che non puoi fare affidamento sulle tue sensazioni, sul tuo corpo, sul tuo vissuto interiore. Difficile costruire un senso di sicurezza e autostima se manca questa fiducia.

L’ansia non va sconfitta, ma compresa: è un segnale che ci invita a fermarci, ascoltare e agire con consapevolezza. Allenarsi, insieme ai nostri figli, a riconoscere ciò che accade dentro di noi è la vera chiave per trovare calma e chiarezza. Vuoi approfondire? Leggi: Come aiutare i figli ad essere orgogliosi di sé? Consigli utili a genitori in crescita

CLIO FRANCONI
consulente genitoriale, facilitatrice certificata in Disciplina Positiva

CONTATTI web: parent-smileandgrow.com

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