L’ora muta delle fate…

Il segreto della lentezza.

Eccolo qua il segreto della lentezza, della capacità di cogliere quel preciso istante in cui tutto si ferma, pur rimanendo in movimento.

Così canta il cantautore genovese Ivano Fossati nella poetica "C’è tempo” e così raccontano miti e leggende tramandati oralmente nelle diverse tradizioni dei tanti paesi del mondo, in particolare l’Italia, la Francia, la Gran Bretagna e molte nazioni dell’Est Europa dove le fate sono quelle creature immaginarie che governano il fato, il destino, e che compiono incantesimi o a cui ci si appella per riti propiziatori o essere protetti nei momenti più duri dell’esistenza.

La danza delle fate

Secondo la tradizione dei Monti Sibillini, un angolo di paradiso incastonato fra Marche e Umbria e in cui fra la fine di maggio e la metà di luglio è possibile assistere ad una fioritura straordinaria, per esempio, l’ora muta delle fate è quel momento perfetto in cui questi, forse immortali, essere fiabeschi danzano poco prima dell’arrivo della notte per ritirarsi subito prima del sorgere del sole.

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Una danza che svolgono insieme ai pastori locali, gli stessi che si incontrano sulla via prima di raggiungere gli immensi prati in cui, a seconda del periodo dell’anno, violette, papaveri, ranuncoli, margherite, narcisi, genzianelle e fiordalisi regalano alla terra colori in atri momenti inimmaginabili.

Le narrazioni popolari raccontano di fate che indossano abiti leggiadri e dai colori pastello e che si muovono in perfetta armonia con la natura circostante, quasi sempre nascosta dai luoghi in cui la cosiddetta civiltà corre e si perde nella continua vittoria dell’uno sopra all’altro, nella competizione che alberga nelle nostre vite già dall’età dell’infanzia.

Il nostro augurio

Attendere, rallentare, ma anche non forzare le cose, lasciare che fluiscano naturalmente, è l’augurio che noi della redazione di Genitori proviamo a lanciare per questo Natale. Un Natale che vorremmo consapevole e sostenibile, anche dal punto di vista degli acquisti e degli stili di vita.

«Sarebbe bello almeno a Natale, evitare la tecnologia, ridurla - ci prega il nostro compagno di viaggio, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet -. E anche i regali, non ne servono valanghe."

“I bambini e le bambine - ci fa notare la psicoterapeuta Maria Ria Parsi - sanno vivere lentamente e gustarsi i loro momenti di gioco senza quella fretta che, spesso, sono proprio gli adulti a imporre. State correndo troppo, sembrano dirci, ascoltiamoli."

"La pazienza è il più bel regalo che un genitore può fare ai propri figli", rinforza il medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai.

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La pandemia è alle spalle, ma non completamente, e se qualcosa ci ha insegnato è prenderci il tempo che serve. Per noi e per i nostri cari, ricordandoci anche di aspettare chi è rimasto più indietro.

ALESSANDRA TESTA
giornalista, direttrice responsabile Rivista Etica "Genitori"

CONTATTI e-mail: redazione@bambiniegenitori.it

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