Posso far vedere un cartone al mio bambino? Posso dargli il tablet? Per quanto tempo? Posso farlo giocare con lo smartphone?
Per scegliere cosa fare, spesso noi genitori ci affidiamo ai tanti luoghi comuni: “un po' di tv non ha mai fatto male a nessuno”; “grazie al tablet mio figlio ha imparato a parlare, a disegnare, ecc…”; “si addormenta (o mangia) grazie a video-canzoncine o cartoni animati”…

Questo contenuto? È Certificato!
Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.
Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!
Qual è la verità educativa?
Il bambino apprende per imitazione, quindi è tutto inutile se noi adulti siamo sempre connessi. L’esempio che diamo ai nostri figli è fondamentale in ogni campo quindi, quando siamo con i nostri figli, cerchiamo di connetterci con loro spegniamo lo smartphone!
La risposta ci arriva dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo quanto riportato dalle Linee Guida, il tempo giornaliero davanti ad uno schermo per un bambino deve essere:
- 0-2 anni: mai. Il divieto è assoluto.
- 2-4 anni: un’ora al massimo.
- 6-10 anni: due ore al massimo.
Le Linee Guida sono chiare e non lasciano dubbi. Ma quali sono i motivi per cui sono così restrittive? È sempre l’OMS a darci risposte chiare: sovrappeso, obesità, problemi di sviluppo motorio e cognitivo, di salute psicosociale ma anche difficoltà ad esprimere le emozioni e a comunicare in maniera efficace. E non sono esagerazioni!
Da professionista dell’educazione aggiungo anche problemi a livello di sonno, di alimentazione, di gesto grafomotorio, di vista e udito e quindi in generale di benessere del bambino.
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Il bambino? Impara facendo!
Sappiamo perfettamente che, soprattutto nella fascia 0-3 anni, il cervello del bambino si sviluppa e l’apprendimento si consolida tramite esperienze sensomotorie.
Più un bambino fa esperienza, ha relazioni autentiche, più il suo cervello crea connessioni; più fa e più è capace di muoversi nell’ambiente; più ascolta la voce delle sue figure di riferimento, più impara a parlare.
È assolutamente falso che impari a parlare perché guarda i cartoni o altri video. Un bambino impara a parlare, se l’adulto, fin dal giorno zero, anzi se fin dal pancione, parla con lui.
È vero che lo schermo li aiuta a dormire?
Assolutamente no. Guardare un cartone prima di dormire non favorisce il sonno, ma al contrario, i dispositivi digitali bloccano la produzione di melatonina, l'ormone che regola il ciclo sonno-veglia.
I dispositivi digitali si possono usare durante i pasti?
No, i dispositivi durante i pasti rappresentano un rischio di soffocamento e rubano momenti preziosi di connessione tra bambino e adulto. Lasciamo che il pasto sia un'opportunità per comunicare e crescere insieme.
La manualità dei bambini è influenzata dai dispositivi digitali?
L'uso frequente di tablet e smartphone può compromettere lo sviluppo della motricità fine, come la capacità di impugnare correttamente una matita. I bambini che utilizzano spesso dispositivi digitali usano solo pollice e indice e tendono ad avere dita meno agili, limitando così la loro capacità di scrivere, disegnare, manipolare, ecc...
Condividere foto online può sembrare innocuo, ma comporta rischi significativi. L'European Pediatrics Association con uno studio sullo sharenting evidenzia che: “ogni anno i genitori condividono online una media di 300 foto riguardanti i propri figli e prima del quinto compleanno ne hanno già condivise quasi 1.000”.
I rischi della pubblicazione delle foto dei bambini online sono molteplici e vanno dall’utilizzo in siti pedopornografici, a furti d’identità, a cyberbullismo. A questo proposito potrebbe interessarti approfondire leggendo: 3 modi per non esporre i propri figli a pericoli del web
Nessuno schermo potrà mai sostituire il calore di un abbraccio, l’importanza di uno sguardo, la bellezza della voce dei genitori. Non facciamoci rubare l’infanzia dei nostri figli da uno smartphone.
Concludo con l’invito ad essere più consapevoli della propria genitorialità, magari cominciando con leggere questo approfondimento: Genitori si nasce o si diventa? Alla scoperta della propria genitorialità

MARTA MICOZZI
educatrice perinatale esperta in psicomotricità, grafomotricista, insegnante di yoga per bambini e ginnastica in gravidanza
CONTATTI web: genitorisimpara.it
Instagram: @genitorisimpara.it
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