Cosa c’entrano ricette e favole con la crescita emotiva dei figli? Scoprilo in questo viaggio multidimensionale!

Ci sono libri che ti lasciano un segno. Che ringrazi di aver incontrato lungo il tuo cammino di genitore perché ti aiutano, nel loro piccolo, a sentire che un pezzetto di strada ti è stata illuminata.

E quando hai questa fortuna e sei direttrice di una rivista dedicata ai genitori come è il mio caso, non puoi non condividerla! Ecco, è nata così questa intervista alla dott.ssa Claudia Brattini, farmacista specializzata in nutrizione e chimica degli alimenti, giornalista esperta di temi legati alla salute, oggi anche scrittrice, al suo primo libro: Gusto si ssimo. Favole, ricette, emozioni da impastare (Giaconi Editore) scritto a due mani con Carolina D’Angelo, scrittrice di libri per l’infanzia.

Come afferma il libro nella sua prefazione: In cucina ci si incontra. Si chiacchera, si assaggia, si legano ricordi e si esprimono emozioni. Calma, paura, felicità, rabbia, tristezza, disgusto e amore sono spesso aggrovigliate, ma cucinare insieme ci aiuta a liberarle e poi a capirle. Abbiamo confezionato tante ricette, favole, illustrazioni fotografiche per dare voce alle emozioni e per scoprire che anche la rabbia può trasformarsi in un cibo gustosissimo. Un viaggio culinario fuori dagli schemi e un invito a mangiar sano, con un occhio attento agli ingredienti e ai prodotti tipici del territorio.”

Come è nata l’idea di combinare ricette, emozioni e favole in un libro?

«L’idea è nata dalla mia profonda passione per la cucina e per il mondo delle storie. Ho sempre creduto che il cibo non rappresenti solo un nutrimento per il corpo, ma anche per l’anima. Volevo creare un progetto che potesse costituire un modo per codificare le emozioni dei bambini unendo la magia delle favole con il piacere di cucinare, trasformando così ogni ricetta in un viaggio emozionale. In questo modo, sia grandi che piccoli possono imparare a conoscere e apprezzare le emozioni attraverso un’esperienza multisensoriale.»

Quali sono gli obiettivi educativi che desiderate raggiungere?

«L’obiettivo principale è quello di stimolare la consapevolezza delle proprie emozioni, decifrandole con il supporto della manualità e delle storie da leggere. Penso che saper comprendere i propri stati d’animo sia un ottimo allenamento nei bambini per sviluppare l’empatia e migliorare i comportamenti futuri, affinché la rabbia non si trasformi per esempio in odio o l’amore in ossessione. L’idea, inoltre, è di insegnare loro che la cucina è un luogo di scoperta, dove ogni ingrediente racconta una storia e si possono apprendere nozione di alimentazione sana e chimica in cucina. Per gli adulti, il libro rappresenta un invito a fermarsi, a dedicare del tempo alle relazioni familiari e a considerare la cucina come uno spazio di espressione emotiva e culturale, una sorta di “focolare” dove mettersi in ascolto delle emozioni dei bambini mentre si svolgono attività insieme.»

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Come ha scelto le emozioni da rappresentare?

E quale criterio ha utilizzato per abbinarle alle ricette e alle favole? «Ho deciso di focalizzare il libro su emozioni universali, quelle che ogni bambino può riconoscere e comprendere: rabbia, paura, disgusto, calma, amore e persino tristezza, intesi come parte del percorso di crescita. Abbiamo abbinato ogni ricetta e ogni favola a un’emozione specifica, cercando di creare un legame diretto tra il gusto, il racconto e il sentimento, in modo che cucinare diventi un’occasione per esplorare e riconoscere il proprio mondo interiore e aumentare la propria autostima.»

La felicità e la tristezza - emozioni opposte - come le affrontate?

«La felicità è volutamente associata ad una storia che parla di inclusione, il mio Hijab giallo, in questo penso che abbiamo molto da imparare dai bimbi. La tristezza è associata all’elaborazione del lutto e al concetto del ricordo anche tramite l’azione del tramandare ricette. Alla fine ogni emozione, anche se negativa, può trasformarsi in un piatto delizioso.»

Come è avvenuta la collaborazione con Carolina D’Angelo?

Quale è stato il contributo di ciascuna di voi nel libro? «La collaborazione con Carolina D’Angelo è nata in modo molto naturale. Ho condiviso l’idea di unire narrazione e ricette e Carolina ha compreso e abbracciato subito lo spirito del progetto dando vita ai personaggi e quindi alle storie rendendo ogni capitolo accessibile e coinvolgente per i più piccoli. Poi insieme abbiamo lavorato per creare un equilibrio perfetto tra testo, emozioni e cucina.»

Nel libro, la cucina è presentata come un luogo di incontro e condivisione.

Quanto è importante questo aspetto nella sua quotidianità?

«Per me la cucina è il cuore pulsante della casa. Ho sperimentato io stessa sulle mie figlie il valore “terapeutico” di impastare insieme fin da quando erano davvero piccolissime. Ho notato che mettendo in atto la manualità le tensioni si scioglievano e non solo, man mano che crescevano notavo che anche raccontarsi diventa più semplice in quei momenti. Credo fermamente che cucinare insieme sia un atto d’amore e un’opportunità per instaurare legami profondi, che vanno ben oltre il semplice atto di preparare un pasto.»

Quali sono le reazioni dei lettori, sia adulti che bambini?

«Ogni feedback ci conferma che l’intento di unire alimentazione sana ed emozioni è accolto con grande entusiasmo. Abbiamo ricevuto numerosi messaggi di apprezzamento sia da parte dei genitori che di pediatri e insegnanti che vedono nel libro un prezioso strumento. Il nostro editore, Simone Giaconi, ha stampato il libro con un font inclusivo progettato per lettori dislessici e anche questo è stato un valore aggiunto molto apprezzato.»

Ci sono dei progetti nati dal libro?

«Stiamo organizzando diversi eventi che includono laboratori di cucina, disegno fotografico e sessioni di narrazione interattiva per bambini. Le illustrazioni di Valeria Colonnella, ad esempio, hanno sapientemente ispirato il laboratorio di disegno fotografico in cui ortaggi e frutta si trasformano sotto la spinta creativa dei bambini.

L’idea è di proseguire con incontri in cui i lettori possano vivere in prima persona l’esperienza del libro, trasformando la lettura in un’attività dinamica e partecipativa, dove il gioco e la creatività sono al centro.»

ALESSANDRA TESTA
giornalista, direttrice responsabile Rivista Etica "Genitori"

CONTATTI e-mail: redazione@bambiniegenitori.it

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