Chi è stata Maria Rita Parsi? Cosa puoi imparare tu, genitore di oggi, dal suo straordinario messaggio educativo?

L’eredità di Maria Rita Parsi rappresenta un pilastro per la psicologia e la pedagogia italiana: difesa dei diritti dei minori, ascolto profondo del mondo infantile e sostegno concreto alla genitorialità.

La scomparsa di Maria Rita Parsi, il 2 febbraio 2026 ha lasciato un segno profondo nella psicologia e nella pedagogia italiana. Psicoterapeuta, scrittrice e presidente della Fondazione Movimento Bambino onlus, è stata una delle colonne portanti della Comunità Educante di Bambini e Genitori, il primo Ente NOprofit a sostegno delle famiglie che vede impegnati più di 50 esperti autorevoli, tra cui Paolo Crepet, Alberto Pellai e Daniele Novara, veri luminari sull’educazione genitoriale.

Il suo pensiero continua a guidare genitori, educatori e insegnanti nella costruzione di una società più attenta ai bisogni dei bambini.

Perché Maria Rita Parsi ha sempre messo i bambini al primo posto?

Per Maria Rita Parsi i bambini non dovevano mai essere considerati “oggetti”, ma soggetti di diritto. Il suo lavoro è stato dedicato alla difesa dell’infanzia e all’ascolto profondo del mondo emotivo dei più piccoli, concretizzandosi anche nel lavoro che ha svolto all'interno del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, dove ha messo al centro «il piacere della conoscenza» e l'accoglienza emotiva, contrastando la competitività esasperata che oggi impera anche nel sistema educativo. Per questo aveva sviluppato la cosiddetta psico-animazione, una metodologia che integra psicologia, pedagogia e teatro per liberare il potenziale creativo e risolvere i conflitti interiori dei ragazzi.

È stata per noi una figura di riferimento, infatti questo principio è anche il cuore del nostro progetto, non a caso ci chiamiamo “Bambini e Genitori”: i bambini devono venire sempre prima di tutto.

La sua esperienza e la sua grande empatia ci hanno accompagnato in maniera così pervasiva che ancora ci sembra di udire la sua voce o veder apparire il suo accogliente sorriso.

Oggi noi sentiamo il grande desiderio di portare avanti il suo lascito educativo per farlo camminare ancora nel mondo, grazie alle nostre gambe. La sua eredità educativa invita i genitori a:

  • ascoltare davvero le emozioni dei figli
  • riconoscere i loro diritti e bisogni
  • costruire relazioni basate su empatia e rispetto

Un approccio che oggi rappresenta una bussola preziosa per la genitorialità consapevole.

E ora che è scoppiata l'ennesima guerra, il suo pensiero sarebbe sicuramente rivolto verso i minori, le vittime innocenti di ogni conflitto.

Le riviste etiche da leggere e ascoltare

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Come reagiscono i bambini ai traumi, difronte alla guerra?

«L'impatto della guerra sui bambini e sulle bambine è terribile – sosteneva –. A coloro che perdono la vita si aggiungono i sopravvissuti, che però non saranno mai completamente salvi. Ne usciranno psicologicamente devastati».

Allo stesso tempo riconosceva la straordinaria capacità dei bambini di proteggersi attraverso l’immaginazione.

«L'immaginario, soprattutto quello delle fiabe, può però venire loro in soccorso. Grazie alla loro flessibilità e alla loro creatività, i più piccoli riescono ad adattarsi persino alla guerra e alle sue atrocità».

Secondo Parsi può accadere che i bambini reagiscano trasformando la paura in gioco o rifugiandosi nella fantasia per affrontare la realtà.

«Può capitare addirittura che giochino in mezzo ai bombardamenti per esorcizzarla».

Perché il mondo digitale preoccupava Maria Rita Parsi?

Negli ultimi anni la psicoterapeuta aveva dedicato molte riflessioni al rapporto tra giovani e tecnologia, parlando della “Generazione H”, collegata al fenomeno degli Hikikomori.

Osservava con attenzione come il mondo virtuale stesse diventando sempre più dominante nella vita dei ragazzi.

«Gli adolescenti di oggi, ma anche i bambini più piccoli – denunciava –, vivono come fosse normale trascorrere buona parte del tempo libero nel mondo virtuale; uno spazio che corre parallelo a quello reale, nel quale albergano fantasie, bisogni, problemi e ricerche che si confondono con la vita vera».

Secondo lei la rete stava assumendo un ruolo educativo sempre più forte.

«La rete informa le nuove generazioni più della scuola, della televisione, della socialità con i propri coetanei».

Per questo chiedeva maggiore responsabilità e regole più chiare per proteggere lo sviluppo dei ragazzi.

Perché i nonni sono così importanti nella crescita dei bambini?

Maria Rita Parsi dava enorme importanza al rapporto fra generazioni. Nel primo numero della rivista etica “Genitori Magazine” dedicato ai nonni, condivise con noi questa sua convinzione: «Le nonne e i nonni hanno l'imprescindibile funzione di “bene rifugio”. Sono appoggi e contenitori formidabili. Sono punti di riferimento spesso più stabili dei genitori stessi».

Gli anziani, secondo Parsi, offrono ai bambini qualcosa di unico: tempo, esperienza e pazienza.

«Attraverso i nipoti e le nipoti, riescono a migliorare l'esperienza educativa che hanno avuto con i propri figli: sono un passaggio di testimone tra chi la vita la sta per finire e chi vi è appena entrato».

Che cos’è il “potere positivo” nell’educazione?

Uno dei lasciti di Maria Rita Parsi che noi di Bambini e Genitori amiamo di più è il suo Manifesto contro il potere distruttivo, una guida per docenti e genitori fondata sull'empatia e sul rispetto.

«Il vero coraggio non risiede nel potere di dare la morte e nella sopraffazione, ma nell'osare vivere e far vivere».

Secondo la psicoterapeuta, la violenza nasce spesso da fragilità interiori.

«Il potere distruttivo è una manifestazione di angoscia, paura e impotenza: chi cerca di dominare attraverso la distruzione lo fa perché non sa gestire le proprie zone d'ombra».

Per questo invitava adulti ed educatori a sviluppare ciò che chiamava il potere positivo.

«Deve prevalere il potere positivo, che è quello guidato dalla competenza del cuore».

Quale messaggio lascia ai ragazzi sulla scuola e sul futuro?

Per Maria Rita Parsi la scuola doveva essere molto più di un luogo di apprendimento: «un luogo dell'anima» dove crescere come persone e in cui costruire una cultura del rispetto e dell'ascolto.

Nel suo ultimo libro, La scuola al tempo del virtuale, dei coltelli e delle lame (Armando Curcio editore), presentato in anteprima il 28 gennaio 2026 a Palazzo Madama, la sede del Senato della Repubblica, ci lascia un'imperdibile lettera agli studenti.

«Cari ragazzi e care ragazze, la scuola è la vostra prima palestra di vita. Non è fatta per darvi soltanto nozioni, ma per insegnarvi a conoscere voi stessi, a riconoscere le vostre emozioni, a credere nei vostri sogni».

In un mondo sempre più veloce e dominato dalla tecnologia, invita i giovani a non cercare scorciatoie.

«Non lasciate che una macchina decida per voi chi siete».

E li incoraggia a coltivare la propria unicità.

«Non abbiate paura dell’errore, perché è nell’errore che si nasconde l’occasione di crescere. Cercate sempre la vostra originalità: non accontentatevi di copiare, di ripetere, di imitare. Siate creatori, sognatori, costruttori di futuro».

Un messaggio che oggi resta più attuale che mai per genitori, insegnanti e ragazzi.

Un ultimo consiglio per il tuo educare

Dai un’occhiata anche agli altri articoli realizzati per “bambini e genitori”: nel bloge nelle riviste etiche trovi tantissimi contenuti per approfondire il lascito educativo di Maria Rita Parsi, strumenti concreti e riflessioni pratiche per gestire al meglio la relazione genitori-figli, come questi:

ALESSANDRA TESTA
giornalista, direttrice responsabile Rivista Etica "Genitori"

CONTATTI e-mail: redazione@bambiniegenitori.it

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