Perché fare una scelta è così difficile?
Perché al posto di scegliere a volte preferiamo paralizzarci nella procrastinazione?
Per il lavoro che faccio, mi capita spesso di affrontare con i miei pazienti il tema della scelta: quale università o quale scuola superiore scegliere, se cambiare lavoro oppure no, mettere un punto ad una relazione o decidersi a fare il primo passo, se fare una comunicazione importante alla famiglia. Parliamo di scelte, apparentemente piccole od oggettivamente grandi, che in moltissimi casi paralizzano.

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Un grande denominatore comune, che ho potuto osservare tra i miei pazienti e non solo, riguarda la volontà di scegliere a rischio zero e cioè il desiderio utopico di fare una scelta e avere la certezza che sarà quella giusta, senza margine di errore.
Perché è così importante il “rischio zero”?
Quando prendiamo una decisione, di qualsiasi entità, siamo costretti ad assumerci il rischio di quella scelta. In questo senso, prendere una decisione implica tollerare di poter sbagliare e sentirsi capaci di poter far fronte alle conseguenze di una possibile scelta sbagliata.
Per tale ragione, le persone sensibili all’errore o al giudizio tendono più di altre ad avere difficoltà nel prendere una decisione e cercano disperatamente un modo per assicurarsi di fare una “scelta a rischio zero”.
Scegliere a “rischio zero” ha un costo?
Il costo maggiore che le persone pagano nel tentativo di scegliere a “rischio zero” è dato dalla procrastinazione. Le persone che procrastinano una scelta, infatti, rimandano continuamente il momento della decisione, trovando scuse per giustificarsi con se stessi e con gli altri. Durante la procrastinazione, le persone che cercano il “rischio zero” passano molto tempo a domandarsi se quella è la scelta giusta, cosa succederebbe se fosse la scelta sbagliata e si lasciano spaventare da catastrofici scenari che la loro mente orchestra.
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Il risultato è che spesso queste persone si bloccano e si sentono incapaci di prendere una decisione perché troppo intimoriti dalle possibili conseguenze negative. A questo si aggiunge il senso di insoddisfazione e la colpa per non riuscire a progredire. Non di rado questa condizione porta allo sviluppo di problematiche legate all’ansia e/o alla depressione.
Cosa possiamo fare di diverso per non paralizzarci nella procrastinazione?
Come possiamo aiutare i nostri figli a fare scelte consapevoli?
Il primo passo, forse quello più difficile, consiste nell’accettare che il rischio zero non esiste e imparare a tollerare l’incertezza per il futuro. Per quanto ingiusto possa sembrare, infatti, l’incertezza fa parte della condizione umana e l’unica cosa che possiamo fare è accettare l’idea che, nonostante i nostri sforzi, le cose potrebbero andare in modo diverso.
Dopo aver analizzato i pro e i contro della nostra decisione e aver accettato che il rischio zero non esiste, è opportuno ricordare a se stessi che questa scelta è la migliore che possiamo fare in questo momento, con queste consapevolezze e con queste risorse. In questo modo, se in futuro ci accorgessimo di aver sbagliato, potremmo dire a noi stessi che, per quando ci dispiaccia che sia andata male, quel giorno non c’erano le condizioni per fare una scelta diversa da quella che abbiamo fatto.
Infine, ma non per minore importanza, insegnate ai vostri figli a domandarsi –il perché:
Perché lo stai facendo? Cosa muove la tua scelta? Lo fai per te o per compiacere qualcuno? Qual è il tuo bisogno in questo momento?
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CHIARA MILANI
psicologa e psicoterapeuta
CONTATTI web: chiaramilani.eu
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