Ma cosa sta succedendo?
La fase dell’adolescenza è probabilmente quella più capace di generare i cosiddetti ‘mal di pancia’ in famiglia.
I genitori fino a quel momento si sono relazionati con un bambino che dipendeva da loro in tutto e per tutto, hanno imparato a conoscerlo grazie ad un dialogo aperto e soddisfacente e si sono abituati a comprenderne i pensieri e comportamenti. Come a dire, fino a qui… tutto bene!

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Poi, come d’incanto, si sprofonda in un incubo che sembra non finire mai: l’adolescenza, parola temuta dai più e che anche solo pronunciandola è possibile avvertire un brivido freddo lungo la schiena. Ma perché genera così tante paure?
La teoria dell'attaccamento di John Bowlby
John Bowlby, fondatore della Teoria dell’Attaccamento, leggeva le relazioni attraverso due presupposti principali: la base sicura, creata dalla ‘sicurezza del legame’ garantito dalla presenza dei genitori e le esplorazioni, ovvero i lenti e progressivi allontanamenti dalla base stessa compiuti dai figli e volti alla conoscenza del mondo esterno e relazionale- amicale.
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Ovviamente, finché i figli sono piccoli e hanno una sana dipendenza dai genitori hanno anche un desiderio esplorativo molto più ridotto e limitato; diverso accade in adolescenza in cui il ragazzo è portato a spingersi ben oltre i limiti esplorativi consentiti e vive il ‘posto sicuro’ come opprimente e mortificante.
Si sono quindi invertiti i valori positivi e di gradimento nel ragazzo (senza poi considerare tutti i cambiamenti fisici e fisiologici che sta subendo il suo cervello e che decidono sbalzi umorali ed ormonali piuttosto significativi).
I genitori, dal canto loro, percepiscono nuove ed importanti frustrazioni perché sentono di essere meno interessanti per i figli, non sono più un riferimento per loro, sostituiti ora dal mondo amicale; inoltre hanno meno potere decisionale che, esasperato, si trasforma nella classica imposizione autoritaria ‘questa è casa mia e qui decido io!’ come se ogni forma di dialogo dovesse necessariamente passare attraverso urla, discussioni e porte sbattute.
Ma non abbattiamoci!
Guardiamo a questa fase come un grande momento di crescita per tutti, adulti e adolescenti.
I ragazzi fanno tanto rumore perché stanno imparando a definirsi e a distinguersi dai modelli educativi genitoriali appresi.
Ricordiamoci che ‘non esiste separazione senza appartenenza’, pertanto le loro arrabbiature ci parlano delle difficoltà separative con inevitabili sensi di colpa e che, nonostante tutto, hanno bisogno di pensare a noi genitori in quella base sicura, pronti a ri-accoglierli in qualunque momento.
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PATRIZIA VALENTI
psicoterapeuta sistemico-relazionale Direttrice "STF Studio Terapia Familiare"
CONTATTI web: studioterapiafamiliare.com
tel. 339.733.47.11
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