Affrontare ansia, paure e stress dentro e fuori di noi: strategie per genitori in crescita

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L’ansia che proviamo deriva da tanti fattori e si manifesta per rispondere alle situazioni che percepiamo come minacciose o stressanti.

Ecco perché anche i bambini possono provare ansia. Immaginiamo quante volte durante la giornata, un bambino può percepire una determinata situazione come una minaccia, quindi si, viene sentita e vissuta anche da loro! In realtà abbiamo anche un’altra risposta che deriva da una domanda logica: cosa c’è dietro questa emozione? Appunto, situazioni percepite come minacciose o stressanti. Facciamo attenzione al termine “percepite”.

Ci indica una soggettività, cioè come noi decidiamo di reagire a determinate situazioni. Sappiamo bene infatti che ogni persona ha una sua modalità di reazione di fronte a determinate vicende della vita, quindi dentro di noi si annida questa sensazione d’ansia che dobbiamo leggere come risposta.

Questo contenuto è Certificato

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo. Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi e Alberto Pellai, veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

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È un problema provare ansia?

Quando lo stato ansioso diventa persistente vuol dire che abbiamo un problema. Prepararsi a rispondere ad un’eventuale minaccia è un bene, ma quando questo stato è continuativo allora bisogna fare qualcosa.

Come facciamo a riconoscerla?

In realtà non è difficile perché, purtroppo, molti sintomi si manifestano in modo evidente anche e soprattutto a livello fisico come ad esempio un battito cardiaco accelerato, affanno, problemi con il sonno. Questi sono sintomi comuni e quando sono prolungati ci devono far fermare e riflettere sulla nostra vita, su come la stiamo conducendo, fare il punto della situazione e capire perché stiamo correndo, dove stiamo andando, a cosa serve tutto questo.

Come affrontare la cosa?

Prima di tutto, come sempre, la risposta più importante ed immediata è la consapevolezza. Dobbiamo renderci conto che non stiamo bene e che stiamo vivendo un periodo prolungato di malessere.

E poi, guardando i nostri figli, ci dobbiamo fare una domanda importante ed è fondamentale essere onesti: questo mio stato di malessere incide su di loro?

La risposta è sì, sempre. I bambini sono spugne soprattutto a livello emotivo quindi dobbiamo guardare la realtà in faccia e capire che i nostri stati, le nostre emozioni, i nostri sentimenti e soprattutto le nostre azioni incidono sempre e in maniera decisa sui nostri figli.

Puoi approfondire leggendo: Come gestire le emozioni negative genitori-figli nei momenti di conflitto?

Cosa fare in concreto?

L’ultima cosa che vogliamo come genitori è trasmettere uno stato di malessere ai nostri bambini quindi è fondamentale cercare di comprendere lo stato della situazione. Bisogna porsi alcune domande e rispondere sinceramente.

  • Da quanto tempo sto così?
  • Quali sono i motivi?
  • Posso risolverli da solo/a oppure ho bisogno di un supporto?
  • Se si è in coppia, guardare l’altra persona e dire: mi sento aiutato/a, supportato/a?

È molto importante rispondere sinceramente perché dalle nostre risposte parte la rinascita.

Cerchiamo di capire la radice di ciò che ci ha portato a vivere questo stato di malessere ed iniziamo a prendere le prime contromisure. Dalle più semplici come fermarsi un attimo, prendersi un momento con i propri bimbi, uscire dalla routine insieme a loro, alle decisioni più incisive, come quella di farsi accompagnare in un percorso da un professionista.

Sono decisioni importanti, ma ricordiamoci che lo facciamo per noi e per il bene dei nostri figli.

Potrà farci male ammettere di avere un problema e sicuramente avremo difficoltà ad accettarlo e affrontarlo, ma se guardiamo oltre l’orizzonte di fronte a noi, possiamo scorgere dietro quelle nuvole nere un bel sole che splende, pronto a regalarci il suo tepore.

                                        DAVID APA

  docente per la facoltà di Scienze della Formazione e consulente pedagogico

 
 CONTATTI: tel. 320.966.73.86

                    apa.david85@gmail.com

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