Come è cambiato il ruolo dei genitori? Generazioni a confronto

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Chi ha vissuto negli anni 80 ricorderà un’infanzia fatta di pomeriggi nel cortile di casa e poi da adolescenti le serate in discoteca con gli amici.

“Non fare tardi!” ci dicevano i nostri genitori sull’uscio di casa. Noi infilavamo nel taschino dei jeans quella frase e da quel momento in poi eravamo liberi. Liberi di autodeterminarci, di decidere, di trovare soluzioni nel caso in cui inceppassimo in qualche guaio. Tutto era lasciato alla nostra maturità e alla piena responsabilità delle nostre azioni.

Questo contenuto? È Certificato!

Se sto scrivendo qui, sul blog e sulla rivista etica per Genitori, è perché l’Ente italiano “Bambini & Genitori”, la prima Community NOprofit nel panorama educativo nazionale, ha certificato l’etica di quello che stai leggendo.

Grazie al suo Comitato Scientifico, che vede nomi autorevoli come Paolo Crepet, Maria Rita Parsi, Alberto Pellai e Daniele Novara veri luminari sull’educazione genitoriale; ha ritenuto che questi contenuti seguano le linee-guida educative del terzo millennio, siano pedagogicamente corretti e propedeutici allo sviluppo degli adulti di domani, quindi buon proseguimento!

Cosa è cambiato oggi?

La tecnologia ha rovesciato le prospettive e ha cambiato il ruolo dei genitori. Qualche tempo fa durante un corso di Educazione Digitale all’interno di un Istituto Scolastico, una bambina di 9 anni pronunciò queste parole: “Mia mamma è una stalker. Passa tutto il giorno a scrivermi dei messaggi su wap. Vuole sapere cosa faccio e con chi sono. Mi chiede in continuazione se i miei voti sono migliori di quelli dei miei compagni di classe”.

L’ansia dei genitori, amplificata dalla possibilità di essere sempre connessi, può diventare un peso per i nostri figli. È vero, la supervisione è fondamentale, soprattutto nei primi anni di età.

Tuttavia se eccessivi, possono avere ricadute importanti sul processo di autostima limitando nei figli la capacità di sviluppare autonomia, senso di responsabilità e resilienza.

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Ma c’è anche un altro aspetto da considerare. Le aspettative genitoriali possono generare, nei confronti dei figli, un senso di frustrazione soprattutto se proiettate in un’ottica di confronto sociale. In un mondo iperconnesso in cui spesso la competizione e l’utopia di ideali irraggiungibili (anche dal punto di vista corporeo) dettano le regole del gioco, è importante andare oltre ed educare i bambini a interagire, a socializzare, a concentrarsi sullo sviluppo e sull’espressione delle proprie capacità e della propria identità. A questo proposito, potrebbe interessarti leggere: "Figli iperconnessi? Impariamo il loro linguaggio!"

Se vogliamo favorire un percorso di crescita sano e costruttivo proviamo a porci questa domanda: “Quello che mi aspetto da mio figlio è in linea con le sue attitudini, le sue passioni e i suoi interessi? Ma soprattutto con la sua età?"

Come essere un buon genitore digitale

Essere un buon genitore digitale significa essere una guida, un modello da seguire, un mentor. Questo vuol dire avere un rapporto funzionale ed equilibrato con la tecnologia. Non dimentichiamo che i figli imitano le abitudini dei genitori, motivo per cui stabilendo le regole per l’utilizzo dei dispositivi digitali in famiglia, dobbiamo avere la consapevolezza che valgono prima di tutto per noi.

Niente cellulare durante i pasti e prima di andare a letto? Benissimo. Impegniamoci per primi a spegnere gli smartphone, raccontiamo ai figli la nostra giornata, invitiamoli a raccontarci la loro e quando arriva l’imbrunire illustriamo come la luce blu interferisca con la qualità del sonno.

Aprirsi al confronto

Spieghiamo sempre le ragioni dietro le limitazioni. Rendiamo i nostri figli partecipi delle nostre decisioni. Educhiamoli a mantenere un dialogo aperto sulle attività online e sui contenuti visualizzati. Questo approccio rafforza la fiducia e permette a noi di porci come guida autorevole nella giungla del mondo web.

Non demonizziamo la tecnologia, piuttosto promuoviamo un coinvolgimento attivo e condiviso attraverso attività ludiche ma utili per l'apprendimento e lo sviluppo delle competenze. Insegniamo loro a vivere le opportunità del digitale ma anche a riconoscere i rischi online.

Insomma, niente tabù. Informarli sui pericoli del cyberbullismo, del sexting e delle truffe on line è cruciale per la loro sicurezza. Aiutiamoli a diventare cittadini digitali responsabili in attesa che arrivi quel giorno in cui spiccheranno il volo.

ELVIS MAZZONI
Professore associato dipartimento di psicologia Università di Bologna. Co-fondatore del progetto di benessere digitale “Diversamente Digitali”

CONTATTI telefonici: 335.658.69.66
web: unveilconsulting.com

STEFANIA CARDINALI
esperta di comunicazione digitale, business developer Univeil consulting

CONTATTI LinkedIn: Stefania Cardinali
tel. 351.303.49.07

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