Gestire successi e delusioni dei figli in poche mosse

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Capita a tutti i genitori di vedere i propri figli faticare o sbagliare e intervenire perché invece abbiano successo.

Ma pensa cosa succederebbe se il personal trainer sollevasse pesi al tuo posto. L’allenamento in palestra ti sarebbe utile? E ti farebbe arrivare ai risultati che vuoi?

Sembra quasi uno scherzo del destino: per imparare, per evolvere, per raggiungere l'agognata trasformazione o il tanto desiderato obiettivo, è necessario passare attraverso una fase di tentativi ed errori, un allenamento emotivo più o meno lungo, più o meno faticoso, a contatto con le conseguenti “emozioni scomode”.

In fondo, pensaci bene, anche per vivere in armonia e libertà con gli altri è necessario imparare ad accettare la libertà altrui, con la sua dose di frustrazioni. A questo proposito, potrebbe interessarti leggere: "Sostenere le preoccupazioni dei figli: vademecum per genitori".

Ci ripensavo mentre stringevo tra le braccia mia figlia, all’uscita da scuola. Voleva candidarsi come rappresentante di classe. Come gli anni precedenti. Non era mai stata eletta, e aveva paura di perdere. Di nuovo.

Qual è il tuo primo impulso in questi casi?

Il mio, di dirle qualcosa come: “Ma certo che ti eleggeranno! Ma se ti fa piangere tanto, allora non candidarti, non è così grave.” Perché è faticoso sostare nell’intensità delle loro lacrime.

Ma se le avessi detto così, le avrei tolto una doppia opportunità: riconoscere queste emozioni e capirne il significato, e riuscire a starci dentro”.

Non c’è scritto da nessuna parte che la vita è fatta per essere sempre facile. Ci sono momenti facili e ci sono anche quelli difficili. Più coltiviamo fiducia nella nostra capacità di superare i momenti difficili e più spesso vivremo quelli facili (e la stessa cosa vale per i figli).

Pensa come tutto cambia quando smettiamo di vedere le emozioni scomode come un problema da risolvere e le accogliamo invece come qualcosa di passeggero. Non c’è bisogno di cercare trucchi, occasioni speciali o strategie per insegnarlo ai nostri figli.

Le attività di tutti i giorni sono le opportunità per familiarizzare con emozioni come la tristezza: “cavoli volevi stare con me e invece devo andare al lavoro, mi dispiace molto, guarda che lacrimoni, vieni che ci abbracciamo”; o la delusione: “ah ci tenevi molto ad andare dalla nonna”; e anche con la gelosia: “volevi giocare tu con il trenino blu, è difficile fare a turno con tuo fratello, lo capisco”.

Ma quando entra in gioco la frustrazione,
il “carico” si fa pesante: “lo so che sarebbe bello avere il tuo smarphone, ma purtroppo fa molto male al tuo cervello e alle tue emozioni!”.

Per i nostri figli – ma anche per noi genitori – la frustrazione di non avere ancora il proprio smartphone li pone difronte ad una difficoltà emotiva enorme. Si sentono diversi, sbagliati, tutti ce l’hanno e loro no… allora come aiutarli in questo specifica situazione? Ecco, puoi approfondire leggendo: "4 spiegazioni da dare ai figli per quando avere il “loro” smartphone".

Quindi, come aiutare i nostri figli ad avere successo?

Per aiutare i nostri figli in tutte queste situazioni, festeggiamo i tentativi falliti più dei successi!

Alleniamo noi adulti per primi questa “massa muscolare” emotiva per riuscire a dire ai nostri figli:

  • Caspita, ti sei esercitat@ molto con questo nuovo argomento di matematica. Ok, c’è ancora qualche esercizio che non ti viene o non ti è chiaro. Vediamo quale parte ha bisogno di essere esercitata di più o in modi diversi”.
  • Oh, cavoli, ci dev’essere voluto coraggio per presentare questo tema davanti a tutta la classe! Soprattutto se ti sei dimenticato cosa volevi dire, e tu ci hai provato lo stesso!”
  • Wow, ti sei candidato come rappresentate con tante idee. Ci devi aver pensato parecchio! E dev’esser stata dura non essere eletto; io trovo bellissimo che tu ti sia presentato, ed è questo che conta più di tutto.”

Come sarà tuo figlio fra vent’anni?

In fondo è questo il vero piano per il successo:

  1. sentirsi liberi di provarci;
  2. osservare il risultato per capire come migliorare;
  3. riprovare.

E ora chiudi gli occhi e prova a immaginarti tuo figlio tra 20 anni. Non c’è bisogno di avere i dettagli; ma che tipo di vita gli auguri, come lo vorresti? Sereno, stabile, indipendente, responsabile... felice!

C’è un modo per sapere se siete sulla buona strada. C’è un filone di ricerca che studia proprio questo (lo trovi in inglese a questo link). Se vuoi approfondire questi concetti, potrebbe esserti utile leggere: "Il segreto del successo dei tuoi bambini? Inizia con la P".

CLIO FRANCONI
consulente genitoriale,
facilitatrice certificata in Disciplina Positiva

Contatti: parent-smileandgrow.com


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