8 campanelli d’allarme sui rischi del digitale per i tuoi bambini

I bambini hanno già da piccoli una competenza digitale superiore a noi genitori e sono estremamente curiosi rispetto allo smartphone, così luminoso, interattivo e stimolante!

Il suo uso prevede gesti molto semplici come lo scroll e il tap, che i bambini padroneggiano con estrema rapidità.


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Capiscono velocemente dinamiche di social network che noi genitori neanche conosciamo. Sanno navigare i contenuti in autonomia e visualizzarli, aprire e chiudere App, scattare foto e fare video, cercare cose su Google... e molto altro ancora.

Però non hanno ancora la capacità di selezionare contenuti idonei alla loro età e distinguere la sfera privata da quella pubblica.

Purtroppo la società lascia poco tempo a noi genitori per stare con i nostri bambini. Spesso arriviamo a casa stanchi dopo lavoro e facciamo fatica ad assecondare la loro vivacità ed energia.

L'immagine è composta da tanti cerchi luminosi di differenti colori che si fondono fra loro e rappresenta idealmente l'unione e il sostegno della Community Etica di Bambini e Genitori

Così ci affidiamo al cellulare come babysitter tecnologica anche solo per poterci rilassare un attimo, fare la lavatrice, preparare la cena, farci una doccia... ricordiamoci però che lo smartphone non è un gioco. Lasciarlo in mano ai bambini per fargli guardare i cartoni su YouTube non è come lasciarli davanti alla tv: ci sono potenzialità di accesso e attività pressoché infinite che possono esporre i nostri bambini a rischi. Ecco ad esempio, quali.


Contenuto inappropriato
: il rischio di esposizione aumenta con le attività svolte come partecipare ai Social prima di raggiungere l’età minima; giocare e usare App non indicate per l’età; guardare video in diretta di youtubers più grandi.

Condivisione di troppe informazioni: per i bambini che iniziano la scuola primaria l’elemento sociale diventa una priorità. Questo incide anche nella loro “dieta digitale” e aumenta in loro il desiderio di condivisione online senza avere la competenza per riconoscere ciò che è potenzialmente inappropriato.

Più tempo online spesso porta a più danni: il tempo che i bambini trascorrono online passa da 7 ore settimanali nella fascia di età fra i 3 e i 7 anni, raddoppiando a 13 ore dopo gli 8 anni. È quindi fondamentale considerare che cosa fanno online e la qualità dell’interazione e dell’attività in atto.

Cyberbullismo: la pressione dei pari online potrebbe includere prendere parte ad uno scherzo e pubblicarlo sui Social affinché tutti possano vederlo. Oppure inviare un “nudo” a un potenziale interessato. O forse sta prendendo parte al cyberbullismo da vero bullo. I bambini che iniziano la scuola primaria potrebbero avere difficoltà a distinguersi dai loro amici. Potrebbero seguire la folla per evitare di sentirsi emarginati o soli. Pertanto è importante insegnare loro buone abitudini d’empatia e responsabilizzarli presto.

Come capisco se mio figlio è vittima di cyberbullismo?

Ecco 8 campanelli d'allarme da tenere sotto controllo:

  1. Nervosismo: il bambino manifesta un forte nervosismo o il rifiuto di andare a scuola.
  2. Ansia da Social: il bambino è particolarmente irascibile ed estremamente ansioso dopo aver chattato o usato i Social.
  3. Rabbia: dopo essere stato sui Social, si arrabbia a tal punto da sbattere la tastiera o il telefono. Può succedere che le vittime reagiscano con rabbia per prendere le distanze dai bulli.
  4. Chiusura: il bambino non vuole condividere con i genitori o gli adulti di riferimento informazioni sul proprio account e sulle attività che svolge online.
  5. Disturbi psicosomatici: perdita o aumento inspiegabile di peso improvviso. O ancora, mal di testa, mail di stomaco e difficoltà a mangiare senza ragioni organiche apparenti.
  6. Insonnia: la preoccupazione e l’ansia generate dal cyberbullismo si traducono nella difficoltà a dormire la notte e quindi ad avere una spiccata sonnolenza durante il giorno.
  7. Apatia: progressivo calo d’interesse verso gli hobby o le attività che generalmente venivano svolte con piacere, se non anche verso quelle che erano le preferite.
  8. Depressione: il comportamento tende a divenire depresso o antisociale. A questo di solito segue l’isolamento da amici e parenti.

SARA MAIRA
docente di comunicazione e marketing specializzata nel digitale

Contatti: instagram.com/digitaleducationitalia


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